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giovedì, 20 Gennaio, 2022

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Da venerdì 10 dicembre sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming “FORSE CI STO”, il nuovo singolo degli E.D.A..

Mi chiedevi di trovarci a metà strada | dove non stringevo i pugni quando | cercavi di abbracciarmi“: questa frase racchiude perfettamente il significato di “FORSE CI STO”, nuovo pezzo degli E.D.A., una canzone che racconta di quei momenti in cui, nonostante la voglia di lasciarsi andare e di affidarsi totalmente ad un’altra persona, ci si faccia frenare dalla paura.

Spiega la band a proposito della nuova release«Il brano nasce come la rappresentazione dell’ossimoro che vive costantemente dentro di noi e descrive come certe volte si faccia fatica a parlare di alcune emozioni, nonostante si sentano e riconoscano dentro di noi».

 

Biografia

E.D.A. (acronimo per Essere Diversi Aiuta o Ecologisti Daltonici Automatici) è un progetto musicale che nasce del 2016 con il nome di Discomfort, con tante idee diverse e con molta voglia di fare, ma nessuna idea di come iniziare. Nel 2017 – anno in cui il cantante ha partecipato alla 11esima edizione di X Factor -, durante la produzione del loro primo singolo “I’m Alone”, il gruppo si ritrova a dover cambiare nome in “Cold Light Speaker” e da quel momento in poi cominciano a suonare un po’ ovunque tra cover e brani inediti. Partecipano a diversi contest nel territorio lombardo vincendone tre; prendono parte a piccoli festival come AfroBrix, Perseidi, il G.A.I.M., e si mobilitano per suonare un po’ ovunque da Lumezzane fino a Vicenza, e sempre più lontano. Negli ultimi anni si sono chiusi in sala prove a scrivere brani e nel 2019 decidono di cambiare per l’ultima volta il nome del gruppo con l’acronimo “E.D.A.”.
E.D.A. nasce dalla necessità di trovare uno spazio nel mondo, ma dato che l’universo è in continuo mutamento, il nostro nome è la soluzione a questo dilemma: infatti E.D.A. è in grado di mutare di continuo, si adatta alle situazioni e sopravvive, proprio come i membri del gruppo. Per farci intendere, ad ogni concerto il significato del nome della band può variare e diventare un acronimo per Ermellini Diversamente Abili, oppure per Essenzialmente Dolomiti Altissime, o ancora per Eravamo Daini Antropomorfi.
Il nuovo singolo degli E.D.A., “Forse ci sto” (Greylight Records), è disponibile in radio e in digitale dal 10 dicembre 2021.

 

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INTERVISTA SU RADIO CITY LIGHT

 

Parlateci un po’ di voi: chi siete, da dove venite e come vi siete conosciuti e avvicinati alla musica?

Ciao, noi siamo E.D.A. un gruppo di 4 ragazzi che passa una marea di tempo in sala prove e a cui piace suonare e scrivere canzoni. Viviamo tutti e 4 nella stessa città in provincia di Brescia, e sempre in questa piccola città ci siamo è stata la musica a farci avvicinare (più o meno). La storia nasce nel 2015 quando io (Sidy) e Fero (Simone) decidiamo non suonare più solo alle messe scout, ma di iniziare a fare sul serio, scrivere brani, musica, suonare live e farci sentire, avevamo entrambi un sacco di cose da dire. Negli anni la formazione cambia abbastanza spesso come anche il nostro nome, che più volte ci siamo ritrovati a cambiare come se l’universo avesse avuto in serbo qualcosa di migliore. Samuele, che era già un mio grandissimo amico, è entrato a far parte di “Discomfort” (primo nome che abbiamo dovuto cambiare rischio querela) pochi mesi prima del nostro primo live, mentre Emanuele è praticamente un fondatore, ed è stato Fero a recuperarlo in mezzo agli scout.

Dopo tanti anni di cambi formazione e nome, abbiamo deciso che la soluzione fosse trovare un obiettivo comune definitivo. Da qui nasce E.D.A., un acronimo che ha la capacità di modellarsi e di presentarsi in modo diverso ogni volta, infatti ad ogni concerto E.D.A. cambia di forma, alcune volte può essere ESSERE DIVERSI AIUTA, oppure EXTENSION DELLE AMAZZONI o ancora ESILARANTI DAINI ALATI.

A chi consigliereste, in particolare, l’ascolto di “Forse ci sto”?

Beh, Forse ci sto è un brano che può ascoltare chiunque, ha dietro una storia che sia avvicina a quelle vissute da tanti altri, ma forse, consiglierei assolutamente l’ascolto a chi si sente bloccato tra i dubbi, a chi non sa quale piede mettere davanti all’altro per raggiungere i suoi obiettivi, a chi sente di avere tante cose da dire ma che non capisce quando farlo, a chi si rende conto che tutto questo è un enorme paradosso e che sta cercando un modo per venirne fuori, ecco questa canzone è un po’ un urlo per tutti quelli che non vogliono fare troppo casino.

Come si distingue “Forse ci sto” rispetto ai vostri lavori precedenti?

Questa canzone ha avuto un percorso molto diverso dalle altre, è stata scritta tutta d’un getto, senza troppi intoppi, in una sera d’estate. La mattina dopo Forse ci sto era pronta per essere cantata ovunque, ma non bastava per renderla come doveva essere e infatti per anni ha cambiato mood un po’ di volte. In confronto ad altri nostri brani questo forse è quello che nasce con un’intenzione che non è minimamente mutata nel tempo e che rimane fedele al suo percorso.

Avete voglia di darci qualche consiglio per gli ascolti?

Sfortunatamente sul web non abbiamo ancora tanti brani, ma stiamo recuperando. Su spotify potete recuperare i brani che non avete sentito 

 

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