“Il progetto iniziale di questa canzone era diverso!
Avrei voluto intervistare delle prostitute e chiedere direttamente a loro di raccontarmi la loro storia: ci ho provato, una sera sono andato a cercarle in un luogo dove sapevo di trovarle, mi sono accostato con la macchina e ho proposto loro solo di parlare, mentre alcune mi scansavano e si rifiutavano nel momento stesso in cui dicevo di non voler nulla di fisico, una ragazza in particolare invece mi ha chiesto cosa volessi fare ma poi ha rifiutato in quanto non voleva essere ripresa e/o registrata.
La cosa che tutte però hanno avuto in comune è che volevano essere pagate per il loro tempo (per me non era un problema questa cosa, anzi, il tempo è denaro) nonostante specificassi non volessi far altro che parlare, anzi la cosa che mi ha stupito è che una di loro ha alzato il prezzo nel momento in cui ha saputo che dovevamo solo parlare. Dopo aver fatto vari tentativi, ho desistito. La canzone è comunque nata pensando a questo tema e raccontando questa esperienza. Mi sono documentato in maniera diversa ascoltando varie interviste fatte da altre persone anche se avrei preferito avere un’esperienza diretta, sulla mia pelle.
La canzone è quindi un mix fra testimonianze raccolte da altri e la mia esperienza di quella sera: racconta quindi le problematiche che le prostitute si ritrovano a loro discapito ad affrontare nel loro “lavoro” e nel caso più specifico di ragazze straniere ,parlo delle speranze andate in fumo al loro arrivo in Italia.” – Raspa
BIOGRAFIA
Raffaele Azzolini Arizi, conosciuto artisticamente come Raspa, nasce nel 1996 a Belluno. Il suo percorso musicale inizia dietro la batteria di diverse band, ma è l’incontro con il rap a segnare la svolta decisiva nella sua carriera. Scrivere diventa per lui un’esigenza, uno strumento per canalizzare e raccontare le emozioni di rabbia e tristezza vissute durante l’adolescenza.
Con il tempo, Raspa ha saputo evolversi in un artista poliedrico, capace di adattarsi a diverse sonorità e di raccontare attraverso la musica esperienze personali e tematiche universali. I suoi testi sono prevalentemente autobiografici, ma non mancano incursioni in atmosfere più leggere e divertenti, creando performance coinvolgenti e sincere.
Il suo percorso non è stato privo di ostacoli: le battute d’arresto e le difficoltà affrontate lungo la strada hanno reso Raspa un artista consapevole delle proprie abilità e della propria arte. Nonostante una natura tendenzialmente pessimista e un atteggiamento fortemente autocritico, Raspa non ha mai smesso di credere nel potere della musica come strumento di verità e autenticità.







