“Oligarchia” è il nuovo singolo del duo Quelli dal Cappello, in uscita su tutte le piattaforme digitali da venerdì 23 ottobre per Bonafanti Records.
Il brano mette a nudo le contraddizioni della società e le responsabilità di chi detiene il potere. Racconta crude verità senza aderire a uno schieramento politico né imporre una lettura: lascia all’ascoltatore la libertà di interpretare le parole, sollevare domande e alimentare il dibattito. La denuncia incontra una dimensione personale. Gli errori di capi di Stato e miliardari, talvolta persino ostentati, diventano uno spunto per ridimensionare i propri. Senza assolvere nessuno, il brano invita a sentirsi meno soli e a riconoscere che uno sbaglio può essere affrontato e riparato.
“Il cuore di Oligarchia è una frase: noi solamente chiediamo un futuro. Sono poche parole, ma dentro c’è tutto. C’è l’allarme per ciò che l’uomo sta facendo al pianeta. Ci sono giovani che studiano, si informano e osservano il proprio Paese e il mondo, chiedendosi: che ne sarà di noi tra quarant’anni? Non pretendiamo di avere tutte le risposte. Ma vogliamo che questa domanda venga ascoltata, perché le scelte di oggi stanno decidendo la vita che avremo domani.”
(Quelli dal Cappello)
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BIOGRAFIA
Quelli dal Cappello nasce dall’incontro tra Lorenzo e Alejandro, due ragazzi di 24 anni con percorsi diversi e una passione comune: la musica. Lorenzo è autore e chitarrista, studente magistrale di Scienze della Comunicazione e appassionato di calcio. Il suo bagaglio musicale attraversa il cantautorato italiano, l’indie, il pop, il rock e il punk, fino al country americano. Alejandro è batterista, lavora come marinaio in cantiere e ha una grande passione per le moto. Cresciuto ascoltando Pink Floyd, Nirvana, Green Day e Pearl Jam, porta nel progetto le sue radici rock e punk, aprendosi a sonorità più morbide e country.
Dall’incontro di queste influenze prende forma una musica che intreccia cantautorato, indie, pop, rock e country con testi di denuncia sociale. Quelli dal Cappello osserva le contraddizioni del presente senza indicare un’appartenenza politica, lasciando spazio alla libertà di interpretazione e al confronto. Una visione che trova espressione nel brano “Oligarchia” e nella frase che riassume lo spirito del progetto: “Non siamo qui per dirvi cosa pensare. Siamo qui per darvi qualcosa a cui pensare”.







