martedì, 18 Giugno, 2024

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Musica e casinò, canzoni a tema

Il ronzio delle luci al neon; il ticchettio della pallina che corre lungo la ruota della roulette; il rullio delle slot machine, che sebbene abbiano abbandonato le loro componenti meccaniche continuano in molti casi a mantenere il classico suono dei rulli. Questi, e molti altri, sono i suoni che sono comunemente associati al casinò, un luogo che affianca lusso e luci a suoni a loro volta iconici: sebbene colpiscano meno rispetto all’impatto visivo, anche le sonorità del casinò sono state immortalate nelle innumerevoli apparizioni su piccolo e grande schermo. Una popolarità che, oltre a film e serie tv, deve molto anche a un altro genere di suoni: quelli che compongono alcuni dei più importanti brani a tema. Il successo del casinò e dei suoi intrattenimenti ha infatti ispirato, nel corso degli anni, un numero sorprendente di cantanti e musicisti: questi, nei loro brani, a vario titolo hanno omaggiato il mondo del tavolo verde. Che si tratti di citazioni espresse o di riferimenti più metaforici, sono davvero numerosi i casi di canzoni a tema casinò.

Difficile pensare, come primo esempio, a qualcosa differente da Viva Las Vegas. Il brano è diventato uno dei più amati pezzi di Elvis Presley, che fin dal titolo intendeva omaggiare la scintillante città del Nevada. Questa viene vista come un vero e proprio parco divertimenti ricchissimo di attività e di cose da fare: talmente tanto frenetica la vita cittadina, in effetti, da spingere Elvis a dire nel testo che se anche una giornata contasse quaranta ore aggiuntive non sarebbero comunque sufficienti per dormire. Immancabili ovviamente i riferimenti al casinò: “there’s blackjack, poker and the roulette wheel”, tutte attrazioni ancora oggi estremamente popolari e che, fin da allora, esercitavano un fascino tale da essere immortalate nel brano. Uscito nel 1963, il pezzo ha dato anche il titolo a uno dei tanti film interpretati da Elvis, che tentò senza grosse fortune anche la strada del cinema.

Era uscito invece un anno prima, nel 1962, un pezzo di Bob Dylan che, già dal titolo, lasciava ben intendere la tematica: Ramblin’ Gamblin’ Willie. Nel brano, come sempre caratterizzato dall’animo poetico del cantautore statunitense che gli ha fruttato anche un Nobel, viene narrata la storia di Willie, giocatore giramondo: per l’autore una figura leggendaria che, in innumerevoli “card game” fra città minerarie e battelli fluviali, si era costruito la fama di giocatore imbattibile. Viene anche espressamente citato il poker, con un bluff decisamente incredibile: “the man, he left a diamond flush, Willie didn’t even have a pair”.

Un altro immortale musicista statunitense ha legato invece un suo pezzo al gioco del blackjack: si tratta di Ray Charles, e il brano porta l’inequivocabile titolo di Blackjack. Una dimostrazione di quanto il gioco fosse popolare anche all’epoca, parliamo del 1955, nonostante il suo successo sia per tanti estremamente moderno: il blackjack, che continua a riscuotere successo grazie alla sua presenza in rete su piattaforme specializzate, vanta una storia ben lunga alle spalle, e se oggi viene praticato soprattutto online non va dimenticato che già oltre mezzo secolo fa era fra i protagonisti di ogni casinò. Ray Charles, non a caso, dimostra di avere ben presente le regole del gioco: ne dà una descrizione puntuale, dicendo che “the dealer hit sixteen with a five, just enough to make twenty-one” e superando così la coppia di dieci del giocatore, descritto come inesorabilmente predestinato alla sfortuna.

Sempre a proposito di titoli che lasciano poco spazio all’interpretazione impossibile non citare Roulette dei Bon Jovi. Seconda traccia del loro album d’esordio del 1984, Bon Jovi, il brano fa numerosi e puntuali riferimenti alla più famosa ruota numerata da casinò, tra le quali “play the numbers one by one, fire the shot and the damage is done”. Il brano, infatti, utilizza la roulette e la sua insita imprevedibilità come metafora della vita: anche nel quotidiano esiste la necessità di prendere decisioni, “fire the shot”, e poter solo aspettare e sperare che la scelta fatta si riveli corretta, esattamente come nella roulette.

Non sono pochi gli altri esempi che potevano essere fatti: da Ace of Spades dei Motörhead a Tumbling Dice e Casino Boogie dei Rolling Stones, fino ad arrivare a Bruce Springsteen e alla sua Roll of the Dice, sempre a proposito di imprevedibilità. Insomma, le caratteristiche del casinò e dei suoi giochi hanno sempre ispirato musicisti e cantanti, in grado spesso e volentieri di sfornare veri capolavori.

 

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