Giulia Quaranta Provenzano é la blogger trentasettenne che sovente ci invia i suoi pezzi ma è anche e in primis la nipote di Enrico Damonte, l’Artista del ferro battuto e inventore della chitarra per pulire le olive.
Nato a Diano Marina il 18 maggio 1934 da una famiglia originaria – da parte materna – di Arenzano, Enrico Damonte era il secondo di cinque figli e proprio per la famiglia (perché suo papà era diventato sordo) aveva dovuto rinunciare alla passione di navigare e salire sull’Amerigo Vespucci.

Enrico era e fino all’ultimo ha conservato la notevole bellezza da tutti ricordata e riconosciuta persino con le sue grigio-verdi finestre sul mondo ormai chiuse, una beltà che non aveva nulla da invidiare ai più affascinanti attori. Lui – amante dell’opera e dei balletti – era elegante e distinto nell’estetica e nei modi, tanto da farne una firma come con i suoi lavori in ferro battuto. Enrico non era un semplice fabbro, era un vero Artista dalle trovate geniali e con forti mani di platino dalla precisione chirurgica! E che occhio che aveva: naturalmente preciso, millimetrico!!
Enrico Damonte, mancato domenica 11 ottobre p.a. all’età di 92 anni, è l’inventore della defogliatrice che aveva costruito con il motore di una lavatrice. Queste le parole della nipote Giulia: <<Nonno era tutto ciò che si può desiderare! Era davvero geniale e bello che di più non si può, così tanto bravo da non sembrare neanche umano …non l’ho mai sentito dire una sola parole poco generosa contro qualcuno. Era e sarà sempre il mio Esempio più brillante e tenace di bontà e di volontà senza confini e limite alcuno se non la propria determinazione – la sua era inarrestabile e non per nulla ha vinto ogni pronostico a suo sfavore grazie a un’intraprendenza e testardaggine da guinness>>. Che appunto fosse geniale, tuttavia, non stupisce. Ha vissuto e superato la Guerra e già da bambino era estremamente abile a livello manuale al punto da realizzare una piccola pistola in legno scambiata da un soldato tedesco per vera.
Che altro dire di Enrico?! Forse non rimane che salutarlo e portarlo nel cuore, per quanto adesso mesto, ché – citando Giulia – il “prezzo” dell’Amore è il dolore eppure quest’ultimo è testimone di ciò che è genuino e prezioso soprattutto in quanto fine a se stesso. <<Ciao nonnino adorato, aspettami con la nonna Maria! Quando ci riabbracceremo finalmente sarà per sempre (spero) …Vi voglio tantissimo bene, da qui alle stelle>>, Vostra Pulciotta Giulia.
Foto in evidenza: Enrico Damonte con la moglie Maria e la nipote Giulia
La blogger Giulia Quaranta Provenzano







