Intervista su Radio City Light agli CTRL+Z che ci presentano il nuovo Ep “CROSSOVER”

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Con “Crossover”, il loro primo EP, i CTRL+Z presentano un progetto che mette in evidenza le diverse influenze musicali e le cinque personalità che compongono la band.

Quattro brani differenti per sonorità e atmosfere, nati da un percorso creativo fatto di sperimentazione, confronti e continui cambiamenti. Il titolo racchiude proprio questa identità musicale, caratterizzata dall’incontro tra generi diversi e dalla volontà di non seguire un’unica direzione artistica.

In questa intervista per Radio City Light, i CTRL+Z raccontano come è nato il loro EP d’esordio, le discussioni che hanno accompagnato la lavorazione dei brani e l’importanza di trovare un equilibrio tra le idee dei singoli componenti. Un’occasione per conoscere meglio il loro modo di comporre, il rapporto all’interno del gruppo e la scelta di considerare il cambiamento una parte fondamentale del proprio percorso musicale.

INTERVISTA

Pubblicare il primo EP significa presentarsi ufficialmente al pubblico. Perché avete scelto proprio “Crossover” come titolo del vostro debutto?

Perché riteniamo che in una sola parola ci sia molto di noi. Non solo è il titolo del nostro brano “tributo” a diversi generi che hanno cresciuto tante generazioni, tra cui le nostre, ma anche perché identifica una commistione di generi differenti. Questo concetto ci rappresenta molto. Crossover non è solamente qualcosa che ci appartiene ma è anche il nome più onesto che potevamo dare al nostro EP d’esordio.

Avete dichiarato che la realizzazione del progetto ha richiesto numerose discussioni e contrattazioni. Qual è stata la decisione artistica sulla quale avete faticato maggiormente a trovare un accordo?

Facciamo fatica a sceglierne solamente una. In realtà nessuna decisione è stata presa con un “buona la prima” ma come diciamo spesso a noi piace così, è quello che ci sprona a crescere e non rimanere mai uguali a noi stessi. Abbiamo dovuto discutere per trovare un equilibrio sui suoni e le parti di ogni canzone, sull’ordine di pubblicazione dei brani, sulle grafiche per l’album… Tutto, insomma. Poi in realtà tutto viene discusso ma siamo sempre riusciti a trovare una quadra prima dell’uscita di GTA 6 quindi va tutto bene.

Quattro brani, quattro identità differenti. La scelta di proporre un EP così eterogeneo era prevista fin dall’inizio oppure è maturata durante la lavorazione?

È maturata strada facendo. Abbiamo lavorato ai brani senza pensare ad una pubblicazione. Parlavamo di quello che volevamo in quel momento con i suoni ed i colori che ci sentivamo senza progettare nulla. Quando poi abbiamo dovuto scegliere ci è venuto naturale prendere quattro brani che evidenziassero quattro parti diverse di noi.

In fase di composizione, partite generalmente da un’idea condivisa oppure ciascun componente porta una propria proposta da sviluppare insieme?

Solitamente partiamo dall’ispirazione del momento. Può essere un riff di chitarra o di basso, un fill di batteria, una parola o un evento. Quando qualcosa anche solamente per un momento convince tutti e cinque allora iniziamo a tessere intorno tutto il resto. Ognuno ci mette il proprio, alcune volte smontando qualcosa fatto da qualcun altro. Da questo lavoro di scomposizione e ricomposizione partito da una emozione condivisa per un istate nascono tutti i brani che abbiamo composto fino ad ora.

In una band composta da cinque personalità differenti, quanto è importante saper rinunciare a una propria idea per valorizzare il risultato collettivo?

È fondamentale. Dobbiamo essere in grado di metterci in discussione e capire quando è il caso di insistere e quando di fare un passo indietro. È un esercizio che facciamo tutti quotidianamente.

Il nome CTRL+Z richiama la possibilità di annullare un’azione e ricominciare. Vi è capitato di riscrivere completamente un brano perché non vi rappresentava più?
Moltissime volte. Abbiamo raccontato spesso che Solo Amore è cambiata talmente tante volte che, quando ci è capitato di riascoltare i primi take, facevamo fatica persino a riconoscerla. Con altri brani abbiamo lavorato per mesi, per poi decidere di abbandonarli del tutto o recuperarne soltanto alcune parti per composizioni successive. È una parte integrante del nostro percorso creativo. Anche un brano che non arriva mai a essere pubblicato può insegnarci molto, perché ci permette di crescere e sperimentare. Magari scopriamo che una strada non ci rappresenta più o che una certa soluzione non ci piace. Ma crescere significa anche questo: prendere strade sbagliate e accorgersene in tempo.

Guardando al percorso che vi ha portato alla pubblicazione dell’EP, quale consapevolezza avete acquisito sul vostro modo di lavorare insieme?

La consapevolezza dell’inconsapevolezza. Sappiamo che l’unico modo per andare avanti restando fedeli a noi stessi è essere pronti a ridiscutere ogni cosa e rimetterla sul piatto. Abbiamo scelto il cambiamento e la fluidità come essenza della nostra creazione artistica ed il nostro vivere il gruppo. In fin dei conti siamo i Ctrl+Z.

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