Intervista su Radio City Light a SAMUE’ che ci presenta il suo singolo “LE SFILATE”

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Per il giovanissimo artista campano Samuè, scrivere una canzone significa dare forma a emozioni che a volte è difficile esprimere a voce.

È così che è nato “Le Sfilate”, un brano dedicato a una persona speciale e sviluppato con il produttore Mario Tortoriello durante il percorso del Premio Mia Martini. Nell’intervista, Samuè parla delle sue influenze, del lavoro necessario per trasformare un’idea in una canzone e dei sogni che lo guidano: salire su palchi importanti, collaborare con artisti che stima e costruire un percorso di cui essere orgoglioso.

INTERVISTA 

Samuè, chi sono i tuoi riferimenti musicali e quali aspetti della loro musica ti ispirano e senti più vicini?

Tra gli artisti che ascolto, da Coez a Tommaso Paradiso e Rocco Hunt, mi piace il modo in cui riescono a raccontare emozioni e storie attraverso la musica e vorrei riuscire anch’io a trovare un modo personale di raccontarmi senza perdere la mia autenticità.

Quando scrivi, da dove parti: da un’emozione, da una situazione vissuta o da un’immagine che poi trasformi in parole?

Generalmente parto da un’emozione o da qualcosa che sento dentro, mi piace trasformare quello che provo in parole, perché a volte scrivere mi permette di esprimere cose che magari faccio più fatica a dire a voce. Poi cerco di dare a quelle parole una forma musicale che riesca a trasmettere il messaggio nel modo più sincero possibile.

È uscita “Le Sfilate”, nata da un’emozione e dedicata a una persona speciale. Qual è la molla che ti ha spinto a scriverla e che cosa speri arrivi a chi la ascolta?

Volevo trasformare quello che provavo in qualcosa che rimanesse nel tempo. Spero che chi ascolta possa percepire la sincerità con cui è stata scritta e capire che, a volte, la musica riesce a dire cose che le parole da sole non riescono.

Il brano ha preso forma durante il percorso del Premio Mia Martini, con il produttore Mario Tortoriello. Quanto tempo ha richiesto la realizzazione e com’è stato lavorare insieme?

Lavorare con Mario Tortoriello mi ha permesso di dare forma alla mia idea e trasformarla in una canzone vera e propria. È stato un passaggio fondamentale per me, perché mi ha fatto capire ancora di più quanto lavoro ci sia dietro la realizzazione di un brano.

Quali incontri sono stati più importanti nel portare “Le Sfilate” dalla prima idea alla versione che ascoltiamo oggi?

Sicuramente l’esperienza del Premio Mia Martini e il lavoro fatto per trasformare la mia idea iniziale in un brano pubblicato sono stati fondamentali, ed è stato emozionante vedere una cosa nata dalla mia fantasia diventare qualcosa che le persone possono ascoltare e fare propria.

Se potessi esprimere un desiderio con una bacchetta magica, cosa vorresti che accadesse per te e la tua musica?

Sogno di salire su palchi importanti, vivere di musica e collaborare con artisti per me importanti come Thasup e altri. Ma soprattutto vorrei riuscire a costruire un percorso che mi renda orgoglioso di quello che sono.

Dopo questo singolo, quali sono i tuoi progetti futuri e le sonorità che ti piacerebbe sperimentare?

Mi piacerebbe sperimentare sonorità di pop contemporanee, senza rinunciare alla parte cantautorale e alle emozioni che per me sono fondamentali. Voglio crescere, trovare il mio stile e capire fin dove la musica potrà portarmi.