Unire l’urgenza di far ballare alla cura per le parole e per i contenuti: è questo il filo conduttore della poetica di Nùvo.
Sulle pagine di Radio City Light, l’artista approfondisce la genesi creativa e sonora di “Punto di bianco”, il valore cardine della condivisione in studio con il coautore Diego Ferrari e il producer Davide Semprini, fino al desiderio più autentico: creare legami reali e duraturi con il pubblico.
INTERVISTA
Quali sono i tuoi riferimenti musicali e in che modo la grande tradizione cantautorale italiana ha influenzato la costruzione della tua identità artistica come Nuvo?
I miei riferimenti musicali sono piuttosto variegati. Sono cresciuto ascoltando soprattutto musica pop e dance internazionale, artisti come Michael Jackson, Madonna, Lady Gaga e tutto quel mondo musicale in cui ritmo, melodia e spettacolo si incontrano.
Allo stesso tempo, credo che la tradizione cantautorale italiana abbia un valore enorme, soprattutto per l’attenzione che dedica alle parole e alla capacità di raccontare emozioni e storie attraverso una canzone.
Non mi definirei un cantautore nel senso più tradizionale del termine, perché il mio percorso nasce da influenze musicali differenti, ma penso che una bella melodia abbia ancora più forza quando incontra un testo capace di comunicare qualcosa.
La mia identità artistica nasce proprio da questo incontro: la voglia di far muovere le persone, ma anche, quando possibile, di lasciare loro qualcosa su cui riflettere.
Come nasce un tuo testo? Quali sono gli input quotidiani o le suggestioni interiori che raccogli e trasformi in parole da cantare?
Non ho un metodo preciso, e forse è proprio questo il bello. A volte tutto parte da una frase, da un’emozione, da qualcosa che osservo o da una situazione che mi fa riflettere. Altre volte, invece, nasce prima una melodia e sono le parole a trovare successivamente il loro spazio.
Non credo che una canzone debba necessariamente raccontare qualcosa di autobiografico. Mi piace anche osservare quello che succede intorno a me, immedesimarmi in situazioni diverse e provare a trasformarle in musica.
E poi ci sono le collaborazioni, che trovo sempre molto stimolanti. “Punto di bianco”, per esempio, è nato proprio da un testo del mio amico Diego Ferrari che mi aveva particolarmente colpito.
Credo che l’importante sia non forzare mai l’ispirazione. Le idee migliori, almeno per me, arrivano spesso quando meno te lo aspetti.
È da poco uscito il tuo nuovo singolo, “Punto di bianco”: un titolo visivo e carico di significato. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere e qual è stata la molla emotiva che ti ha spinto a scrivere questo pezzo?
“Punto di bianco” parla di libertà, di consapevolezza e della capacità di scegliere la propria strada senza sentire continuamente il bisogno di dimostrare qualcosa agli altri.
Viviamo in una società in cui spesso siamo portati a misurare il nostro valore attraverso il giudizio esterno, i risultati e le aspettative degli altri. Con questo brano abbiamo voluto raccontare proprio il desiderio di liberarci da queste pressioni e ritrovare il piacere di vivere secondo i nostri ritmi.
La cosa curiosa è che non nasce da un’esperienza autobiografica. Tutto è partito da un testo scritto dal mio amico Diego Ferrari, che ha una grande passione per la poesia. Un giorno mi fece leggere alcune sue cose e una in particolare attirò la mia attenzione. Gli proposi di trasformarla in una canzone e da lì abbiamo iniziato a lavorarci insieme.
Più che una molla emotiva personale, quindi, parlerei di una forte sintonia con il messaggio di quelle parole. Mi ci sono riconosciuto a livello di pensiero e ho sentito che meritavano di diventare musica.
Dall’idea iniziale alla chiusura definitiva della traccia: quanto tempo ha richiesto la lavorazione e la cura dei dettagli di “Punto di bianco”?
Non saprei quantificare con precisione il tempo necessario, perché per me la lavorazione di una canzone non si misura soltanto in giorni o settimane, ma anche nelle idee, nelle prove e nei piccoli cambiamenti che si fanno lungo il percorso.
Una volta definito il testo, abbiamo iniziato a costruire la parte musicale, lasciandoci guidare molto dall’istinto. Le sonorità elettroniche e quei richiami agli anni ’80 sono nati in maniera spontanea, senza partire da un modello preciso.
La parte più interessante è stata proprio cercare il giusto equilibrio tra il messaggio del testo e l’energia della musica. Volevo che fosse un brano capace di far riflettere, ma anche di trasmettere leggerezza e voglia di muoversi.
Sono convinto che i dettagli facciano la differenza, ma credo anche che arrivi un momento in cui bisogna smettere di ritoccare e lasciare che una canzone inizi a vivere la propria vita.
La musica è sempre incontro e confronto: quali sono state le collaborazioni (in produzione, arrangiamento o scrittura) che hanno contribuito a dare forma al brano?
La collaborazione è una parte fondamentale del mio modo di vivere la musica, e “Punto di bianco” ne è un bellissimo esempio.
Come raccontavo, tutto è nato grazie al mio amico Diego Ferrari, con il quale ho scritto il brano a quattro mani. Diego ha una grande passione per la poesia e proprio da un suo testo è partita l’idea di questa canzone.
Un’altra figura importante nel mio percorso musicale è Davide Semprini, con cui condivido il lavoro in studio e la voglia di sperimentare nuove sonorità.
Credo molto nel confronto, perché quando due persone mettono insieme idee e sensibilità differenti possono nascere cose che da soli magari non avrebbero mai immaginato. E poi penso che fare musica debba essere anche questo: condividere, divertirsi e lasciarsi sorprendere.
Se potessi avere una bacchetta magica per la tua musica o per te stesso, cosa desidereresti di più in questo momento?
Bella domanda! Se avessi una bacchetta magica, probabilmente la userei per far arrivare la mia musica a quante più persone possibile, soprattutto a quelle che potrebbero ritrovarsi nelle mie canzoni.
Non parlo necessariamente di successo inteso come numeri o classifiche, ma della possibilità di creare un legame con chi ascolta. Sapere che una mia canzone ha accompagnato un momento della vita di qualcuno, magari regalando un sorriso o un po’ di energia, sarebbe già una grande soddisfazione.
E poi, già che abbiamo una bacchetta magica, perché non chiedere anche qualche bel palco su cui esibirmi?
Scherzi a parte, vorrei soprattutto continuare a fare musica con entusiasmo, senza perdere quella curiosità e quella libertà che mi hanno accompagnato fin ora.
Dopo l’uscita di “Punto di bianco”, quali sono i tuoi prossimi progetti tra nuove uscite e live?
I miei prossimi impegni mi vedono ancora una volta in studio, insieme a Davide Semprini, a lavorare su nuova musica e a dare forma a nuove idee.
Tra i progetti in programma c’è anche la partecipazione alle selezioni del San Marino Song Contest, con un brano che scaverà a fondo nelle mie radici dance, un mondo musicale al quale sono da sempre molto legato e che ho voglia di esplorare ancora di più.
Mi auguro poi che arrivino nuove collaborazioni, perché credo molto nello scambio di idee e nella possibilità di creare qualcosa di speciale insieme ad altri artisti.
E per il resto vedremo cosa ci riserverà il 2027! Non voglio anticipare troppo, ma una cosa è certa: spero ci siano tanta musica e nuove esperienze.
SOCIAL:







