Sei tracce, un nuovo linguaggio e un universo fantastico
per raccontare il presente
Annunciate le prime date nei club italiani
23.10 Foligno, Spazio Astra
30.10 Misano Adriatico (RN), Messicano Indipendente
31.10 Torino, OFF TOPIC
01.11 Parma, Casinetto Petitot
28.11 Genova, TiQu
19.12 Reggio Emilia, Catomes Tot
21.01 Bologna, Covo Club
22.01 Milano, ARCI Bellezza
Calendario in aggiornamento
Link: SPOTIFY
Dopo quattro anni di ricerca e trasformazione, i Melancholia tornano oggi, 23 ottobre, con “i figli della pioggia”, il nuovo EP pubblicato da Pioggia Rossa Dischi / BOC Music Group e distribuito da Believe.
Sei tracce che raccontano la fuga e il momento esatto in cui si smette di correre. Ansia, ferite, disorientamento, memoria e rinascita attraversano un EP nato da un radicale processo di smontaggio e ricostruzione. I Melancholia cambiano formazione, cambiano lingua, cambiano pelle. Per la prima volta scelgono di scrivere un intero lavoro in italiano. Non è solo una scelta linguistica: è un modo per ridurre le distanze, per avvicinarsi alle cose, guardarle.
“i figli della pioggia” parla di ciò da cui cerchiamo di scappare e di quello che accade quando siamo costretti a voltarci. L’immaginazione non è un rifugio in cui nascondersi, ma uno strumento per entrare nella realtà, attraversarla e provare a comprenderla. Per farlo, i Melancholia costruiscono un mondo parallelo che somiglia al nostro, ma è vuoto, silenzioso, sospeso. Un mondo in cui basta la pioggia a rimettere tutto in movimento.
A produrre l’EP è Rachid Bouchabla (Ex-Otago), mentre l’ingresso nella formazione di Andrea Assogna, batterista, polistrumentista e produttore, sottolinea l’inizio della nuova fase e coincide con l’approdo della band in Pioggia Rossa Dischi. Il risultato è un EP che sfugge deliberatamente alle categorie. Alternative rock, elettronica, synth-pop, punk, drum and bass e shoegaze convivono senza mai stabilizzarsi davvero. Le canzoni cambiano ritmo, temperatura e prospettiva, prendono una direzione e poi la abbandonano. È un ascolto costruito sull’imprevedibilità, per chi preferisce non sapere cosa troverà dietro l’angolo.
Al centro del racconto c’è il Bardo, personaggio immaginario che abita questo luogo senza voce. La pioggia risveglia in lui ricordi e consapevolezze da cui aveva cercato di fuggire, incrinando la quiete di un’esistenza costruita nell’ombra. È da qui che comincia il viaggio: dall’ingresso in un reame sconosciuto fino al ritorno a casa, passando per tutto ciò che non può più essere ignorato. La pioggia diventa una soglia tra oblio e memoria, tra il desiderio di sottrarsi al dolore e la necessità di attraversarlo.
Il primo frammento di questo nuovo percorso è “Schifo”, il singolo che segna il ritorno discografico dei Melancholia, inserito nelle playlist New Music Friday Italia, Rock Italia e Nuovo Pop di Spotify, oltre che in New Music Daily e Rock Italiano di Apple Music. Il 16 ottobre 2026 arriva “Pillola”, secondo tassello dell’EP, da subito nelle playlist New Music Friday, Rock Italia, Novità indie di Spotify e New Music Daily, Rock Italiano di Apple Music, che anticipa il contrasto tra melodie accessibili, sonorità abrasive e una scrittura rivolta alle fragilità di una generazione.
Nati a Foligno nel 2015, i Melancholia hanno costruito negli anni un’identità musicale capace di muoversi liberamente tra rock ed elettronica. Un percorso che li ha portati alla vittoria della finale mondiale dell’Emergenza Festival e, nel 2020, a X Factor, prima dell’EP “Sleep Mode” e del tour estivo del 2021, segnato da numerosi sold out. Oggi la formazione è composta da Benedetta Alessi, Fabio Azzarelli, Filippo Petruccioli e Andrea Assogna.
Ma raccontare “i figli della pioggia” come un semplice ritorno sarebbe riduttivo. Dopo quattro anni, i Melancholia non riprendono da dove avevano lasciato. Tornano da un altro posto, portando la pioggia con sé.
I FIGLI DELLA PIOGGIA
EP – 23 ottobre 2026
Autori e Compositori: Benedetta Alessi, Fabio Azzarelli, Filippo Petruccioli, Andrea Assogna, Rachid
Bouchabla
Produzione: Rachid Bouchabla
Mix e Master: Mattia Cominotto
Registrato presso il Greenfog Studio di Genova e l’Urban Studio di Perugia
Voce: Benedetta Alessi
Chitarre: Filippo Petruccioli, Andrea Assogna
Tastiere: Fabio Azzarelli
Batteria: Andrea Assogna
Mgmt e Label: Pioggia Rossa Dischi
Distribuzione: Believe Music
Ufficio stampa: BellaPress
Cover Artwork: Double Toast
Foto: Eleonora Sabet, Antonella Castelnuovo
Grafiche: Claudia Baistrocchi
Regia: Yassine Riahi
L’EP TRACCIA PER TRACCIA
Il reame (intro)
Si entra dolcemente in un soundscape che ti fa venir voglia di chiudere gli occhi e mettere a fuoco nella testa i particolari del luogo in cui siamo. È un posto rurale, vicino a un ruscello; forse è sera, forse sta per diventare giorno. C’è vento, sta per piovere? Ci sono delle rane, un gallo e un piano che ripete un motivetto sognante (ripreso da Eraser, l’ultima canzone di SLEEP MODE, EP uscito nel 2022). Si sente dell’acqua bollire sempre più forte, mentre il piano diventa più nervoso, insistente. La parola “piove”, l’unico lyric di questa prima traccia, fa da spartiacque simbolico tra un mondo e l’altro.
Il sogno si rompe con un basso e un kick fortissimi e non siamo più in aria: siamo ricaduti sulla terra e piove. Questa traccia ha lo scopo di immergerci nel mondo del Bardo, un personaggio di fantasia creato da noi, una sorta di guida e di maestro che vive in un altro luogo, simile al nostro, ma vuoto e privo di voce. La pioggia, nella realtà del Bardo, risveglia ricordi e consapevolezza, cose da cui è voluto fuggire per vivere nella quiete e nell’ombra del suo mondo vuoto. Noi lo stiamo andando a cercare. È ora di partire.
Arya
Drum and bass, alternative rock ed elettronica.
Tre generi messi in un calderone, tre pezzi di corpi diversi vengono suturati insieme in una canzone unica che cambia costantemente forma senza mai perdere sostanza e tiro: cambia la tonalità tra strofa e ritornello, ogni tanto cambia la struttura ritmica e ogni tanto la lingua. Le chitarre stridono, i synth tagliano e il beat singhiozza. La voce viaggia e si sfoga, racconta e canta. È una canzone sugli attacchi d’ansia, sul bisogno di respirare e sul vizio di spingersi oltre senza fermarsi mai. I limiti, nella vita di questa canzone, vengono costantemente superati per attraversare il buio. L’ansia che ne deriva viene esorcizzata da un claim che ha lo scopo di riunire chiunque si senta ostracizzato dalla propria esistenza:
“All the cool kids, stand up, ‘cause the freaks will rise again”
Le parti in inglese, per una band che viene da una scrittura completamente anglofona, vengono usate come un tributo a qualcosa di sottilmente dimenticato, ma sempre presente. La stessa canzone ti fa viaggiare in un mondo diverso ogni volta che si cambia lingua: mentre l’italiano, più concreto, ti riporta alla mente sensazioni corporee e tangibili, l’inglese è il subconscio, il sogno, il limite da superare.
Schifo
Alt pop, elettronica anni ’80 e alt rock.
Un riff di chitarra viaggia incollato a un beat serrato, mentre dei synth anni ’80 entrano a gamba tesa con delle melodie super colorate e giocose. La voce, che nel ritornello ripete un motto gore-romantico, nelle strofe racconta di come rompere la noia e il disprezzo di sé giocando a essere bambini. Nel finale questo pezzo cambia volto e scaraventa gli anni ’80 giù da un burrone per lasciare spazio alla modernità, all’alternative pop e a suoni più pungenti e distorti. Questo pezzo è un pugno di adrenalina dritto nella pancia.
Millelame (focus track)
Ballad pop elettronica emotiva ed evocativa.
La produzione ti porta dolcemente in un mondo sott’acqua, dove non puoi far altro che galleggiare al buio. Nel racconto del disco è un dolce e malinconico momento di respiro, in cui la voce si accende per fare luce e raccontare: si parla infatti di ferite condivise, che possono essere alleviate da piccoli atti magici come la musica e i concerti. Non a caso, questa canzone, già presente nella scaletta da qualche anno, rappresenta un momento di forte condivisione tra la band e i fan.
Pillola
Alternative rock e shoegaze.
Nella traccia dalla scrittura più pop del disco emergono a sorpresa tante chitarre e synth distorti. Questi, in netta contrapposizione alle melodie molto dolci e aperte della voce e del piano, trascinano come il vento questa traccia di 5 minuti, che parla di resa, di terapia, di cura e di vizi. Vuole essere un manifesto generazionale per gli introversi, per chi vorrebbe urlare ad altissima voce i propri pensieri, ma invece li soffoca con una pillola o li sfila via con un uncino. Mettere sottochiave i propri problemi non sarà mai la soluzione; per questo, nello spoken, vengono citate le parole del Bardo (nuovo personaggio immaginario nella lore della band):
“Lascerò qui il mio diario. Lo lascerò per chi aspetterà la pioggia e vorrà capire. Me ne andrò sperando che il ricordo si risvegli. Per far sì che un giorno, quando diventerò terra, qualcuno possa fare di me un fiore.”
Il Bardo (Outro)
È ora di tornare a casa.
MELANCHOLIA | BIOGRAFIA
Nati a Foligno nel 2015, i MELANCHOLIA attraversano territori sonori emotivi e scuri, dove rock ed elettronica si intrecciano a una scrittura viscerale in continuo movimento.
Dopo un percorso che li porta a vincere la finale mondiale dell’Emergenza Festival nel 2018 e a farsi conoscere dal grande pubblico con la partecipazione a X Factor nel 2020 sotto la guida di Manuel Agnelli, la band sceglie consapevolmente di spostare il fuoco: meno esposizione, più profondità.
Tra il 2021 e il 2022 pubblicano il singolo Medicine e il secondo EP Sleep Mode, un lavoro che esplora stati di sospensione, sogni inquieti e tensioni interiori. Il disco è figlio di un intenso percorso live: il tour estivo del 2021 conta oltre venti date, in gran parte sold out, e consolida l’identità della band sul palco, dove la dimensione fisica ed emotiva del concerto diventa parte integrante del racconto musicale.
Oggi i Melancholia sono in quattro. Accanto a Benedetta, Fabio e Filippo entra Andrea Assogna, batterista polistrumentista e produttore. L’ingresso di Andrea coincide con l’approdo in Pioggia Rossa Dischi e con l’inizio di una nuova fase produttiva, arricchita anche dal contributo di Rachid Bouchabla, che accompagna la band nello sviluppo di un suono più stratificato, maturo e pop.
Dopo 4 anni di attesa “i figli della pioggia” è il titolo del nuovo lavoro: un EP di 6 tracce e il primo interamente scritto in italiano, pensato come un’opera unica che unisce musica, immagine e racconto. Un disco variegato, attraversato da molteplici sfumature emotive, che nasce come risposta alla frenesia, all’ansia e alla noia del presente. Un’alternativa che, nella narrazione dei Melancholia, non è solo un’idea ma anche un luogo: uno spazio da attraversare e abitare insieme, in cui il tempo rallenta e la scelta torna possibile.
Il progetto è accompagnato da un cortometraggio che amplia questa narrazione e ne definisce i confini, dando forma a una storia intensa e aperta, capace di muoversi tra fragilità e speranza, tra smarrimento e desiderio di senso. Dal punto di vista visivo, l’Umbria diventa paesaggio emotivo e narrativo, raccontata a 360 gradi come luogo dell’anima prima ancora che geografico. Con “i figli della pioggia”, l’EP del 23 ottobre 2026, i Melancholia lasciano alle spalle le etichette del passato e costruiscono un universo coerente e personale, in cui la musica diventa spazio di libertà, consapevolezza e resistenza emotiva.
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Ufficio stampa Bella Press







