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sabato, 22 Gennaio, 2022

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Tentò di molestare la suocera cieca, condannato

download-1Dopo un litigio colpì l’anziana con un mattone e con un calcio

Lei ha 77 anni ed è quasi completamente cieca, ma questo non le aveva impedito di documentare quello che le stava capitando: registrò il genero, oggi quasi sessantenne, mentre “confessava” di averla molestata, tentando di costringerla a compiere atti sessuali su di lui. “Perché mi hai fatto questo?” gli chiedeva l’anziana. “Ma io scherzavo…”, era stata la risposta.

Un’ammissione secondo i giudici, una fonte di prova ammessa nel processo che si è concluso ieri mattina con la sentenza: un anno e tre mesi per l’ex genero della vittima (M.G., 59 anni, originario della Valdinievole), per tentata violenza sessuale, stalking e lesioni aggravate. L’uomo è stato inoltre condannato al risarcimento di 9mila euro nei confronti della ex suocera che si era costituita parte civile nel processo, assistita dall’avvocato Sabrina Serroni del foro di Prato. A pronunciare la sentenza i giudici del Collegio presieduto da Luca Gaspari.

Il pubblico ministero Giuseppe Grieco, che aveva diretto le indagini della polizia su questa vicenda, aveva chiesto l’assoluzione dalla tentata violenza sessuale, ritenendo che venisse assorbita dal contesto persecutorio di cui l’anziana, secondo l’accusa, sarebbe stata vittima quando rimaneva da sola con il genero, all’epoca dipendente dell’ospedale.

L’uomo, per assisterla, aveva chiesto l’applicazione della legge 104 che consente l’assistenza ai familiari bisognosi, quindi i due rimanevano spesso in casa da soli.

I fatti si sarebbero verificati, in Valdinievole, nel periodo compreso tra l’inizio del 2011 e il febbraio del 2013, l’ aggressione sarebbe invece avvenuta alla fine di settembre 2012. Le indagini consentirono di raccogliere diverse testimonianze. Le condotte persecutorie, secondo l’accusa, posero l’anziana: In un grave stato di ansia e di paura. Non si trattava – scriveva il pm – di singoli scherzi occasionali, come lo stesso genero sosteneva, ma di una sistematica prevaricazione finalizzata a condizionare la libertà e le abitudini della vittima”.

In questo “disegno criminoso” si inseriva l’episodio che andava a configurare, secondo l’accusa, la violenza sessuale, dove l’uomo: “Abusando della condizione di inferiorità della donna, affetta da una grave forma di riduzione delle capacità visive”, le avrebbe chiesto di compiere atti sessuali su di lui. Ci fu anche una discussione che avvenne alla fine di settembre del 2012, e in seguito alla quale il genero avrebbe colpito la suocera con un mattone e un calcio, procurandole lesioni giudicate guaribili in otto giorni.

Alla fine di tutto questo l’anziana si era ribellata e aveva raccontato tutto alla figlia.

Fonte: .lanazione.it

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