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giovedì, 20 Gennaio, 2022

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Strage di Natele a Berlino, Sulmona sotto choc aspetta Fabrizia

Fabrizia Di Loreto (foto dal profilo facebook)
Fabrizia Di Loreto (foto dal profilo facebook)

Genitori e fratello in Germania tra disperazione e speranza. Attesi i risultati del Dna per avere certezza sulla sorte della 31enne abruzzese coinvolta nell’attentato ai mercatini natalizi

SULMONA. Com’è fredda Berlino se a ghiacciarsi è soprattutto il cuore! Se i due genitori e il fratello di Fabrizia Di Stefano si aggrappano disperatamente a quel flebile, quasi inconsistente filo che separa l’angoscia di ricevere una notizia tanto temuta e il residuo barlume di speranza che avvenga il miracolo.

Gaetano, Giovanna e Gerardo sono nel cuore di Berlino, la città più europea d’Europa con la morte nel cuore in attesa di essere autorizzati al riconoscimento del corpo. Con lo sgomento che sentono dentro il cuore mentre una figlia, una sorella, cittadina del mondo potrebbe essere tra le incolpevoli vittime della crudeltà umana.

La crudeltà di un terrorismo che profana il Natale e miete vittime a casaccio. E così, mentre una città, una regione, l’intera Italia attendono notizie, senti che a quella figlia, che aveva saputo costruirsi una professione lontano dalla sua terra, una notte di cieca follia ha cancellato il presente e il futuro. Fabrizia era – ma a noi piace coniugare al presente – è una cittadina europea, anzi del mondo. Lo è stata sin dagli anni della scuola.

È così che i suoi insegnanti del liceo Vico ricordano la 31enne sulmonese che si era trasferita a Berlino per lavoro. Un’alunna diligente, che eccelleva proprio nello studio delle lingue e che sin da piccola aveva viaggiato con scambi culturali scolastici e gite di formazione.

Come conferma il suo insegnante di francese, Nicola D’Alessandro. «È stata una studentessa molto brava in lingue», ricorda il suo ex professore, «soprattutto in tedesco. Le piaceva molto la scuola e frequentava anche tutte le attività extra scolastiche, come gli scambi culturali all’estero o i viaggi. Sicuramente una ragazza molto brava e assennata».

Fabrizia aveva partecipato negli anni del liceo agli scambi culturali con la cittadina francese di Garnì, appassionandosi da subito ai viaggi e alla cultura europea, che poi la porteranno nel periodo universitario a fare l’Erasmus e dopo la laurea e un master a trasferirsi a Berlino.

«È sempre stata molto attratta dagli scambi culturali», aggiunge D’Alessandro, «credo che così abbia maturato la sua passione per i viaggi». È dai banchi di scuola, dunque, che Fabrizia matura la sua passione per la scoperta del mondo. Come ricorda la sua insegnante di storia e filosofia Paola Giovannucci.

«Fabrizia è sempre stata come la si vede dalle foto: molto solare e piena di entusiasmo, con una giusta punta di timidezza», racconta la sua ex professoressa, «credeva molto nella scuola e credo sia cresciuta enormemente durante il suo percorso di studi. La sua era una classe molto stimolante per noi insegnanti, in cui ci appassionava durante le mie ore a disquisire di filosofia e dei grandi temi della vita. In più quelli erano gli anni dell’Europa che veniva vista come un’opportunità e i ragazzi respiravano questo entusiasmo. Credo sia venuta da qui la sua voglia di conoscere il mondo».

La preside del Vico, Caterina Fantauzzi, prova in queste ore di ansia e trepidazione a stare vicina agli insegnanti di Fabrizia ancora in servizio. «Io non l’ho conosciuta personalmente», interviene, «ma tutti i colleghi che l’hanno avuta la ricordano con grande stima e affetto. Una ragazza molto impegnata nelle sue cose e con grande curiosità. Credo che il suo curriculum lo denoti».

Dopo il diploma al liceo Vico e la laurea triennale all’università La Sapienza di Roma in Mediazione linguistico-culturale, la 31enne ha conseguito la magistrale all’Alma Mater di Bologna in Relazioni internazionali e un master alla Cattolica di Milano in tedesco sulla comunicazione economica. Dal 2013, dopo una prima esperienza a Vienna, si è trasferita stabilmente a Berlino. Qui ha trovato prima un impiego alla Bosch e poi l’ultimo alla 4Flow, società di consulenza trasporti e logistica con 350 dipendenti.

Fonte: ilcentro.gelocal.it di Domenico Ranieri e Federica Pantano 

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