mercoledì, 17 Giugno, 2026

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“Sinfonie Digitali. Dall’Expo di Osaka ad oggi” l’Istituto Pantheon racconta come ha portato i concerti dei Conservatori italiani nel digitale

Streaming immersivo, tre metaversi tematici e una sperimentazione in realtà aumentata condotta come ricerca applicata.
Ma la vera spina dorsale del progetto è l’audio e la prossima frontiera è sonora, non visuale

Come si porta un’orchestra che suona a Osaka davanti a un pubblico distribuito in tutto il mondo? E come si trasforma un concerto dal vivo, per sua natura effimero, in un patrimonio digitale permanente? L’Istituto Pantheon Design & Technology ha presentato le risposte costruite in un anno di lavoro oggi alle 10.30 nella propria Aula Magna, con l’incontro “Sinfonie Digitali. Dall’Expo di Osaka ad oggi”.

Il progetto

L’incontro ha raccontato la componente tecnologica del progetto Open Cultural — sostenuto da Unione Europea, MUR e PNRR — che ha portato l’eccellenza dei Conservatori italiani al Padiglione Italia dell’Expo di Osaka. Tra ottobre e novembre 2025, le orchestre dei Conservatori di Latina (capofila), Milano, Palermo e Piacenza hanno eseguito a Osaka tre tradizioni musicali: sinfonica, jazz e barocca. All’Istituto Pantheon, in qualità di partner tecnologico, è stato affidato il compito di trovare il modo di portare quei concerti dentro il digitale, andando oltre il semplice live streaming.

Trasmettere un’orchestra è molto più che “trasmettere”

È qui che il progetto dice qualcosa di nuovo. La ricerca sulle tecnologie immersive musicali si concentra quasi sempre su pop ed elettronica: la musica orchestrale dal vivo è la grande assente, perché è la più difficile da catturare. Un cantante in studio nasce già ottimizzato; un’orchestra no — ottanta strumenti che dialogano tra loro, dinamiche dal pianissimo al fortissimo, e il riverbero della sala che è parte integrante della musica.

Per questo la presa audio multicanale, realizzata insieme ai tecnici dei Conservatori, è la vera spina dorsale del progetto: non il rendering 3D, non la realtà aumentata, ma il suono. E il passo successivo della ricerca, di conseguenza, non è visuale ma sonoro: cuffie con spatial audio che aggiungono livelli all’ascolto dal vivo, senza schermi a fare da mediatore. È lì che si gioca la prossima frontiera.

Alcuni numeri raccontano la posta in gioco: 320 kbps di bitrate audio per la diretta della Sinfonica del 13 ottobre, scelti per non perdere nulla in codifica; meno di 50 ms di latenza audio-video, la soglia oltre la quale, in un contesto musicale, l’esperienza inizia a sgretolarsi; 300–400 spettatori in diretta, distribuiti tra Italia, Giappone, Europa e Asia — la dimostrazione che la nicchia esiste, ed è internazionale.

I deliverable

Dal progetto è nata un’architettura a tre livelli — streaming immersivo, ambienti VR persistenti, sperimentazione AR — pensata come framework replicabile per altri eventi culturali e già documentata nei minimi dettagli. Al centro c’è la piattaforma pantheon.show, oggi ancora online: tre metaversi tematizzati per genere musicale, visitabili da browser e in realtà virtuale, permanenti e non legati alla durata di un singolo evento. Inoltre da questo lavoro nasceranno tre paper scientifici destinati a conferenze internazionali del settore (ACM, IEEE VR, ISMAR).

«Al termine di questa giornata possiamo affermare con soddisfazione che l’obiettivo del progetto è stato pienamente raggiunto: non solo un risultato tecnologico, ma anche un valore didattico concreto, confermato da un riscontro molto positivo da parte dei partecipanti» ha dichiarato Andrea Giansanti, docente e ricercatore dell’Istituto Pantheon, moderatore dell’incontro

L’Istituto Pantheon Design & Technology è un’istituzione AFAM con sede a Roma, riconosciuta dal MUR, che offre quattro corsi triennali nell’ambito delle discipline creative e del design.

Ufficio stampa SCAI Comunicazione – Società Benefit

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