Con Respirare la polvere, il cantautore calabrese di stanza tra Italia e Portogallo consegna il suo EP di debutto, un progetto che raccoglie quattro brani costruiti su atmosfere intime, malinconiche e spesso sospese. La sua scrittura si nutre di immagini delicate: gesti quotidiani, nostalgia per ciò che non c’è più e sensazioni difficili da nominare ma impossibili da dimenticare.
Montisano ha già mostrato questa tendenza in singoli come Saudade di Te e Non fa niente — quest’ultimo un valzer lento che esplora rassegnazione e perdita attraverso un equilibrio fragile tra chitarre, melodie soffuse e testi che sembrano parlare all’orecchio.
Quello che colpisce in Respirare la polvere è la coerenza stilistica: il modo in cui Montisano muove le idee dentro una cornice sonora controllata, quasi da sussurro musicale, senza effetti vistosi o strappi emotivi eccessivi. Il dream-pop delicato e le suggestioni indie-rock sono misurate così come la produzione — volutamente “grezza” nel senso di accogliente e naturale, lontana da perfezionismi da catalogo.
Tuttavia, è proprio questa scelta di tono basso che può essere al contempo punto di forza e limite. In Respirare la polveresi ha a volte l’impressione di ascoltare un diario interiore più che una narrazione che prende forma e corpo, come se l’artista non si spingesse fino in fondo a manifestare sentimenti più intensi o a tracciare arcate emotive più marcate. Ci sono scorci di grande bellezza, ma raramente scatti che facciano davvero vibrare lo sguardo — come se il sussurro rimanesse sempre un passo distante dal grido.
Ed è una dinamica che può lasciare l’ascoltatore con una sensazione ambivalente: apprezzamento per la delicatezza e l’onestà, ma anche la voglia di un Montisano che, in futuro, osi un di più emotivo, che attraversi davvero la polvere e non solo la accarezzi.
In definitiva, Respirare la polvere è un debutto piacevole e coerente, un’opera in cui si percepisce uno sguardo personale e una poetica ben definita — ma che, a tratti, sembra preferire la morbidezza della penombra alla forza di un’espressione più ficcante e immediata.
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