“Lost in Translation” è il nuovo imperdibile singolo di Edgar Allan Pop, uno dei progetti più interessanti del pop cantautorale indipendente dell’Emilia Romagna, e non solo.
Edgar Allan Pop è un gioco di parole dietro cui si nasconde il mondo alienante di Enrico Garattoni, artista romagnolo che, come il fantasista nel calcio, svaria dal cantautorato al punk, dando vita a un pop mutevole e non convenzionale, sfacciatamente orecchiabile e contraddistinto da un tono post-ironico nei testi, tipico della terra da cui proviene.
Edgar Allan Pop danza quindi fra un genere e l’altro, zigzagando fra malinconia e dissacrazione, tra musica leggera e impegno nel dire le cose come stanno.
“Lost in Translation” è la seconda anticipazione dall’album d’esordio dell’artista romagnolo in uscita ad aprile 2026 per la ruspante label indipendente Spazio Dischi, che ha prodotto in questi anni artisti molto interessanti come Grecale, Radio Trapani e Semplicemente Luigi.
A parlacene è lo stesso Enrico Garattoni:
L’ispirazione per questo brano viene sempre dai miei anni di Università a Roma, è nata in una serata passata ad attendere il tram al Pigneto, e nella solitudine del momento ho iniziato a cantarmi questo piccolo inno sulle persone che stanno più spesso in silenzio, ma che sono poi quelle che hanno più da dire, venendo fuori e sbalordendo tutti ad esempio in una serata di karaoke. É una canzone apparentemente cupa, ma che apre tanto allo slancio di questi momenti di consapevolezza di sé e vuole fare muovere il culo in modo diverso.
Il brano, disponibile dal 13 Febbraio 2026 su You Tube, è accompagnato da un bellissimo videoclip diretto da Dario Federiconi, con protagonista una coppia di giovani innamorati nella loro poetica routine quotidiana.
Il regista ce lo racconta con le seguenti parole:
LOST IN TRANSLATION è l’elettrico racconto di un incontro. Della danza di due differenti corpi celesti, che si inseguono e sfiorano, accarezzandosi, e influenzandosi con differenti cariche elettromagnetiche. Ma senza forse mai davvero comprendersi.
È il racconto della bellezza di questo combaciarsi, ma anche lo strazio e la dannazione di questa felicità rollercoaster così grande e complessa.
Una metafora di Sisifo sulla dannazione dell’inseguimento, sul continuo incontrarsi ed allontanarsi.
Il video ha un approccio vicino al documentario, raccontando senza filtri (e letteralmente senza color) il rumoroso amore giovane e puro dei due selvatici protagonisti, così vero proprio perché non inscatolabile in nessun contenitore sociale e contrastante e lontano dai distopici meccanismi moderni.
Il tutto crea un deserto elettrostatico o una malinconia bellissima…
Ma forse il segreto è questo,
Il segreto è non volerlo.
“Lost in Translation” possiede tutti gli ingredienti della cavalcata indie perfetta, con quel pizzico di malinconia che sono i cantautori di provincia come Edgar Allan Pop sanno trasmettere.
Tutto molto bello!, esclamava Bruno Pizzul. Buon ascolto e buona visione.
- Guarda il videoclip di “Lost in Translation” di Edgar Allan Pop, diretto da Dario Federiconi:
LABEL: Spazio Dischi (https://www.instagram.com/spazio_dischi/)
sito ufficiale: www.spaziodischi.it
DISTRIBUZIONE: Altafonte (Sony Music group)
UFFICIO STAMPA: Doppio Clic Promotions (https://www.instagram.com/doppioclicpromotions/)
CREDITS BRANO
Testi e musica di Enrico Garattoni (Edgar Allan Pop)
Produzione artistica, arrangiamenti, registrazioni e mix di Fabio Grande
Master di Filippo Passamonti
CREDITS VIDEO
Regia: Dario Federiconi – Tucano Island
Attori: Alice Mina e Federico Carlini
Riprese al ristorante: “New Century Restaurant”
Grazie a Maria Chiara Pacchierini per la casa
BIOGRAFIA
Edgar Allan Pop è un gioco di parole dietro cui si nasconde il mondo alienante dell’artista romagnolo Enrico Garattoni. Fra le avventure tragicomiche di Edgar, compaiono un primo posto al Premio Nebbiolo di Torino nel 2022, un terzo posto al Rock Contest di Controradio a Firenze 2023, un secondo posto all’interno della rassegna 2023 di Ciao – rassegna Lucio Dalla ottenendo l’invito come ospite alla rassegna dell’anno successivo, assieme ad artisti come Brunori Sas, Dardust, Madame, e Calcutta.
La musica di Edgar nasce e cresce in provincia per intercettare anche chi vive nei centri urbani e magari ha meno tempo per dedicarsi a sé stesso e mettersi in discussione. Un unico flusso di coscienza che esprime l’urgenza di sentimenti semplici: più che inneggiare all’innovazione predica di rimanere coi piedi per terra per godersi le piccole cose, che poi sono anche le più grandi.
Sotto forma di leggende sconnesse, ma sincere e a tratti impossibili, la narrazione di Edgar Allan Pop è inarrestabile, convertendo in amici tutti coloro che si trovano tra sé e la sua musica.
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Ufficio stampa Doppio Clic Promotions



