“Palermo” è il nuovo singolo del cantautore siciliano
Scritto di getto durante una passeggiata tra i vicoli del centro, “Palermo” si sviluppa come un viaggio interamente suonato, in cui chitarre sognanti e archi accompagnano il paradosso di chi deve allontanarsi per ritrovarsi.
Noi di Radio City Light siamo felici di aver avuto l’opportunità di intervistare il cantautore, che ci ha raccontato in modo più approfondito il suo nuovo singolo!!
INTERVISTA
“Palermo” sembra una confessione più che una canzone: quanto ti sei messo in gioco emotivamente?
Tantissimo, credo di poter dire senza dubbi che “Palermo” è il brano per me più emotivamente toccante che abbia mai scritto, e non lo dico giusto per dire qualcosa di impattante: il giorno in cui la scrissi, sul finire dell’estate 2024, proprio mentre scrivevo le parole di fronte al pianoforte, mi commossi al punto da non riuscire più a cantare quel che arrivava (se ne accorse anche la mia ragazza che mi sentiva arrancare dalla stanza accanto). Ci sono momenti nei quali capisci di avere qualcosa di raro davanti a te, e quello fu uno di quei momenti.
Da quel giorno non c’è esibizione in cui questa canzone non mi faccia accapponare la pelle.
La frase “la mia casa è solamente un posto in cui dormire la notte” è molto forte: cosa significa oggi per te sentirti a casa?
Ci riflettevo proprio l’altro giorno, leggendo il testo del brano. Vi ringrazio per la domanda.
Per me sentirmi a casa vuol dire tante cose: può voler dire amare il/la propria compagna, può voler dire trovare degli amici veri, può voler dire anche trovare la musica, per come sono fatto io. Ma sentirmi a casa per davvero, da qualche tempo a questa parte, è diventato anche qualcosa in più, qualcosa come non avere paura, qualcosa come trovare un luogo (o una persona) in cui girare senza difese, senza maschere, come per casa giri in pigiama e pantofole.
“La mia casa è solamente un posto in cui dormire la notte” è l’incipit del brano, è vero, ma è anche tutto il suo significato: non ho bisogno delle mura del mio appartamento, perché ovunque vada, a Palermo, sarò a casa. Grazie per averla notata.
Nel brano emerge una dolcezza malinconica: è un nuovo modo di raccontarti rispetto al passato?
Non non saprei in realtà. La malinconia e la bellezza per le piccole cose credo sia un po’ il fil rouge della mia musica, basti pensare a “Senza Colori”, il mio primo brano. Tuttavia è indubbio che col tempo qualcosa cresca insieme alla mia persona e alla mia vita, e così “Palermo” ha sicuramente una dolcezza malinconica che non è paragonabile ai precedenti brani, una dolcezza malinconica che definirei quasi speranzosa. E’ proprio questo contrasto così netto tra luci e ombre che lascia impietriti e mi affascina, lasciando all’ascoltatore carta bianca per scrivere il proprio significato, la propria interpretazione emotiva. Questa sì, è una novità che non ho mai trovato in passato e che spero di poter replicare nei miei futuri progetti.
Hai parlato di voler proteggere l’emozione anche a scapito della forma perfetta: cosa significa per te autenticità in musica?
Autenticità in musica, per me, significa dare voce al proprio spirito e alla propria anima, parlare con lo stomaco tenendo la bocca chiusa, lasciando da parte le ambizioni e la voglia di inseguire qualcosa, all’interno di tutti quei ragionamenti che con la musica hanno ben poco a che spartire – e dovremmo ricordarcelo più spesso. Ognuno di noi ha una personalità, un nome e un corpo, che lo rende unico al mondo è insostituibile: essere autentici musica nient’altro è che dare voce a tutto questo, senza possibilità di fraintendimento. E’ un lavoro complesso, bisogna essere onesti, e questo perché l’animo umano è profondo e stratificato, non sai mai chi sei davvero. Io sto provando comunque ad affrontarlo, spero nel modo corretto ma tocca a chi mi ascolta giudicare.
Se dovessi descrivere “Palermo” con un’immagine, quale sarebbe?
Risposta secca e spontanea: la “Rusulia” di Igor Scalisi Palminteri, il murales di Santa Rosalia che si trova al quartiere Sperone di Palermo, annoverato tra i migliori murales al mondo. Abbiamo avuto l’onore di poterlo utilizzare come copertina per il brano, proprio nel momento in cui ci chiedevamo cosa potesse rappresentare più di ogni altra cosa Palermo e le sue contraddizioni; credo non ci sia dubbio che la Santa, con questo sguardo a metà tra la speranza e l’afflizione, sia la scelta migliore che potessimo fare, la stessa scelta che ora faccio per la vostra domanda.
Grazie ancora a Igor, è un onore per me, guardando la copertina capirete presto il motivo.



