Intervista su Radio City Light a Ralph che ci presenta il nuovo singolo “MEMORIA”

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Tra le radici profonde delle ballad filippine e il groove intramontabile dell’R&B anni ’90 e Duemila, prende forma il progetto artistico di Ralph.

In questa chiacchierata per Radio City Light, il cantautore ci guida alla scoperta del suo debutto ufficiale con “Memoria”, rivelando come nasce la sua ispirazione quotidiana, l’importanza del lavoro di squadra con il team di Up Music e il desiderio profondo di abbattere ogni barriera attraverso la forza terapeutica della vulnerabilità.

INTERVISTA

Nelle tue vene scorrono le ballad della tradizione filippina, ma il tuo stile ha abbracciato con decisione il pop anni ’90 e l’R&B. Quali sono i tuoi riferimenti assoluti, guardando anche all’influenza che hanno avuto su di te artisti come Boyz II Men e Usher?

Sono cresciuto ascoltando generi musicali molto diversi tra loro, ma c’è sempre stato un filo conduttore: le grandi voci e le canzoni capaci di trasmettere emozioni. Da una parte ci sono le ballad filippine e l’OPM, che mi hanno sempre fatto sentire vicino alle mie radici; dall’altra artisti come Boyz II Men, Usher, Brian McKnight e Guy Sebastian, che hanno avuto un impatto enorme sul mio modo di vivere la musica. Mi hanno sempre affascinato la loro capacità interpretativa, i riffs and runs, le armonie vocali e il modo in cui riuscivano a raccontare emozioni profonde attraverso la voce, mantenendo una qualità e una tecnica vocale impeccabili. Credo che gran parte della mia sensibilità musicale nasca proprio dall’incontro tra queste due realtà.

Essendo tu un cantautore che si è formato in modo del tutto autonomo, come si accende la scintilla creativa? Quali input della tua quotidianità raccogli e trasformi in parole da cantare?

Non credo di avere ancora una formula precisa. Sto ancora imparando a capire come funziona il mio processo creativo e cosa mi aiuta davvero a esprimermi. Di regola la scintilla nasce da qualcosa che mi colpisce emotivamente: un ricordo, una conversazione, una situazione vissuta in prima persona o anche semplicemente l’osservare le persone che mi circondano immaginando le loro storie. A volte basta una frase o una sensazione che continua a tornarmi in mente per giorni. Cerco di raccogliere tutte queste emozioni e trasformarle in qualcosa che possa essere condiviso. In fondo, per me scrivere significa proprio questo: dare una forma a pensieri e sentimenti che altrimenti rimarrebbero dentro di me. Inoltre, sto cercando di ascoltare i brani sempre più con un orecchio da autore, analizzando la scrittura dei testi per entrare nel vivo delle canzoni.

Il tuo nuovo singolo “Memoria” scava a fondo in una dipendenza emotiva e in un ricordo impossibile da cancellare. Qual è stata la molla personale che ti ha spinto a esplorare l’illusione di questo sentimento?

Credo che la molla sia stata la consapevolezza che alcune emozioni non spariscono semplicemente perché decidiamo che dovrebbero farlo. Mi sono reso conto che spesso rimaniamo legati non solo a una persona, ma anche a quello che quella persona rappresentava per noi, ai ricordi, alle possibilità e alle emozioni che ci ha fatto vivere. Volevo explorar proprio quell’illusione: il confine sottile tra ciò che è stato realmente e ciò che continuiamo a idealizzare nella nostra mente. È un sentimento che ho vissuto anch’io e che credo accomuni molte persone, per questo ho sentito il bisogno di trasformarlo in musica.

Considerando che “Memoria” rappresenta a tutti gli effetti il tuo esordio discografico ufficiale, quanto tempo e quanto lavoro interiore ha richiesto la realizzazione di questa traccia?

Più che il tempo impiegato a realizzarla, credo che la parte più importante sia stata la scelta di affrontare un tema come questo. Anche se non ho scritto personalmente “Memoria”, ho sentito fin da subito una forte connessione con il messaggio del brano. Come ho già accennato, “Memoria” parla di emozioni scomode, di attaccamento, di ricordi che continuano a vivere dentro di noi, e credo che sia importante dare spazio anche a questi aspetti dell’esperienza umana. Spesso tendiamo a evitare ciò che ci mette a disagio, mentre la musica ha anche il potere di farci guardare in faccia certe emozioni e farci sentire meno soli nel viverle. Per questo ho sentito che “Memoria” fosse il brano giusto con cui presentarmi al pubblico. Voglio parlare di ciò che ci rende umani, di quello che ci rende vulnerabili, e del fatto che va bene non essere perfetti e, in parte, essere segnati da quello che viviamo.

Per dare forma a questo pezzo ti sei avvalso del supporto del team di Up Music. Quanto sono state preziose questa e altre collaborazioni per la realizzazione del brano finale?

Sono state fondamentali. Anche se il mio percorso musicale è iniziato in modo molto autonomo, credo che la musica sia una forma d’arte che cresce anche grazie al confronto e alla collaborazione con altre persone. Lavorare con il team di Up Music mi ha permesso di imparare molto e di vedere il brano da prospettive diverse dalla mia, tanto più che la mia prospettiva e la mia esperienza sono solo un briciolo rispetto a tutto il supporto datomi dal team. Essendo il mio primo singolo ufficiale, sapere di avere al mio fianco persone con esperienza mi ha dato fiducia e mi ha aiutato a trasformare un’idea in qualcosa di concreto.

Se avessi una bacchetta magica per il tuo progetto musicale, che punta a condividere il tuo mondo interiore senza limiti di età o genere, quale sarebbe il tuo desiderio più grande in questo momento?

Se avessi una bacchetta magica, il mio desiderio più grande sarebbe riuscire a raggiungere le persone nel modo più autentico possibile. Mi piacerebbe che la mia musica potesse superare età, background e pregiudizi, creando una connessione sincera con chi ascolta. Credo che la cosa più bella che possa succedere a un artista sia vedere qualcuno riconoscersi in una propria canzone e sentirsi compreso. Se un giorno riuscissi a costruire una comunità di persone che trovano conforto, emozione o semplicemente un pezzo di sé nella mia musica, credo che quello sarebbe il traguardo più grande che potrei desiderare.

Ora che il viaggio ufficiale di Ralph è iniziato, quali sono i prossimi progetti futuri e in che direzione si muoverà la tua evoluzione sonora?

Ad essere sincero non ho ancora una mappa precisa di quello che succederà nei prossimi mesi. Sto vivendo questo inizio con tanta curiosità e cercando di imparare il più possibile da ogni esperienza. Quello che so è che voglio continuare a crescere sia come artista che come persona, e capire sempre meglio quale sia il mio posto all’interno della musica. Dal punto di vista sonoro mi piacerebbe continuare a esplorare il mondo R&B e Pop che mi ha sempre accompagnato, ma anche trovare modi nuovi per integrare tutte le influenze che fanno parte di me, comprese quelle legate alle mie radici filippine. Più che rincorrere una direzione precisa, in questo momento voglio concedermi la libertà di scoprire chi è davvero Ralph artisticamente

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