Con “INNAMORAGIONEVOLE”, Luisenzaltro inaugura un nuovo capitolo del suo percorso artistico fatto di deviazioni linguistiche, intuizioni filosofiche e slittamenti emotivi.
Il singolo anticipa l’album “Irragionamorevole”, un titolo che già suggerisce un terreno instabile, dove sentimento e pensiero si rincorrono senza mai coincidere del tutto. Tra citazioni illuministiche e una scrittura che ama smontare le certezze, Luisenzaltro continua a interrogare l’amore come spazio di contraddizione fertile.
INTERVISTA
Le citazioni di Voltaire, Cartesio e Pascal non sono semplici riferimenti. Come dialogano con il tuo modo di fare musica oggi?
La vita, e quello che ci succede, fa venir fuori canzoni che mai si sarebbero scritte. Un giorno di tanti anni fa mi son laureato in filosofia. Ma scrivevo già canzoni da 10 anni. Chissà che siano le canzoni ad avermi portato a studiare filosofia. Di certo la filosofia è straordinaria perchè si occupa del Tutto e del Nulla. Pascal & company sono i maestri del dubbio e del pensiero moderno. Dunque anche delle canzoni. Come non disse Cartesio: “Penso dunque suono”
In che modo la produzione di Luca Urbani ha contribuito a rendere “sonoro” questo disorientamento concettuale?
Luca ha una gigantesca “personorità”, umana e artistica. E ha i suoi enigmatici silenzi. Che sono quelli dei professionisti veri. Fare canzoni è un suo irrinunciabile stato di cose. Lo noti dal suo modo di ascoltarti, e dall’amore laico e l’autoironico liberalismo che ci mette. Come spero si capisca dal primo singolo, volevo fare un disco molto più pop dei precedenti, che osasse infrangersi sulla musica leggera d’autore di fine Novecento ( quella per es. di Dalla, Carboni, Venditti)).MI ha commosso la mite rispettosità con cui ha approcciato le mie visioni, arricchendole sempre con precisione e pazienza. Inoltre ha dei synth e una voce da brividi ed è divertentissimo stare con lui. Sono elementi che sono stati più che determinanti per alzare il livello.
Se dovessi scrivere in un dizionario la definizione di “innamoragionare” quale sarebbe?
Verbo transitivo e per estensione “suscitare uno spontaneo stupore intellettuale e voglia di condivisione per le idee altrui / conquistare consenso affascinare, destare piacere con il proprio pensiero / provare un’ intrattenibile voglia di dar ragione a un altro / provare desiderio e gioia per l’immaginazione di un altro / avere sensazioni piacevoli contemporaneamente l’uno per l’altro dialogando. … Ammetto che è un verbo con una deriva sapiosessuale ahahah
Guardando al tuo percorso, cosa senti di aver lasciato alle spalle e cosa invece continua ostinatamente a tornare?
Oltre al mal di schiena che notoriamente ti coglie alle spalle e lo lasci lì poi per sempre, citerò gli amati Bluvertigo dicendoti che sento di essere “arrivato a non aver bisogno sempre e per forza del mio spettro”. Al contempo non se ne andrà mai il mio sgomento di fronte alla deperibilità e fugacità della bellezza organica. È tutto sempre così “degradorabile”.
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