Intervista su Radio City Light a Federico Di Battista che ci presenta il suo nuovo disco “Video Pixelati”

0
22

Ci sono dischi d’esordio che cercano di impressionare e altri che scelgono semplicemente di raccontarsi.

“Video Pixelati” appartiene a questa seconda categoria: un lavoro costruito su ricordi, cambiamenti e domande che accompagnano il passaggio all’età adulta, dove la sincerità diventa il filo conduttore di ogni canzone. Federico Di Battista mette da parte ogni artificio per dare forma a un racconto personale, fatto di fragilità, viaggi, memoria e consapevolezza.

Per Radio City Light abbiamo incontrato il cantautore per approfondire la nascita di questo primo album, il significato dei suoi brani e il percorso umano che si nasconde dietro “Video Pixelati”, tra emozioni vissute e nuove prospettive.

INTERVISTA

“Video Pixelati” affronta il tema della crescita in modo molto umano e diretto. Quanto c’è della tua vita reale dentro il disco?

Posso dire che tutto il disco è molto personale, ogni brano racconta qualcosa di me e della mia vita. Cerco sempre di raccontare di me ed essere il più trasparente possibile.

Hai mai avuto la sensazione che certi ricordi cambino forma con il passare del tempo?

Sicuramente, e cambia il modo in cui li vediamo. Crescendo cambiamo molti aspetti di noi e con noi cambia il modo di vedere la vita. I ricordi fanno parte della nostra vita e formano uno dei motivi che caratterizzano quello che siamo. Cambiamo noi, cambiano anche loro in molti casi.

Nel progetto emerge spesso il senso di smarrimento legato all’età adulta. È una sensazione che appartiene anche alla tua generazione?

Penso che molte persone della mia età e quindi della mia generazione abbiano questo senso di smarrimento. Il mondo sta andando avanti ed abbiamo a che fare con troppe cose quotidianamente. È normale secondo me sentirsi persi di volta in volta.

Quanto è stato importante raccontare anche i momenti di fragilità senza mascherarli?

È stato molto importante. Ho capito, scrivendo l’album, che la sincerità è il modo migliore per farsi conoscere e non mi sentivo in quel momento di nascondere quello che provavo, quindi ho deciso di mostrarmi per quello che sono e che sento.

I viaggi presenti nel disco sembrano lasciare segni profondi dentro di te. Cosa ti porti sempre dietro quando parti?

Cerco sempre di riportarmi gli incontri, le sensazioni, ogni chiacchierata. Tutto ciò che mi ha lasciato qualcosa. Per questo si viaggia, per vivere esperienze nuove e conoscere persone nuove. È uno dei modi migliori per rimanere attivi e vivi.

In “Video Pixelati” dai molto spazio anche alla riflessione personale. Hai bisogno della scrittura per capire meglio ciò che vivi?

Non necessariamente, però posso dire che quando si prova un’emozione veramente forte, scrivere aiuta tantissimo. Vedere scritto quello che provi è un modo per tirare fuori le emozioni senza reprimerle ed a volte aiuta a capirle meglio.

C’è stato un momento durante la realizzazione del disco in cui hai capito davvero quale direzione stava prendendo il progetto?

Quando ho iniziato a registrare i primi brani ho capito cosa volevo dal disco. La difficoltà sta nell’iniziare, nei primi brani. Una volta presa forma, gli altri sono usciti abbastanza facilmente.

Quale parte di te pensi emerga maggiormente in questo album?

La mia parte riflessiva. Il poter fermarsi e pensare e probabilmente uno dei temi principali dell’album quindi questa immagino sia la parte visibile a primo impatto.

SOCIAL

Spotify | Instagram | Facebook | TikTok | YouTube