Intervista a Silvia Cignoli – Sonica Eterea

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Nata nel 2023 e giunta ora alla sua seconda edizione, la rassegna Sonica Eterea porta la musica di ricerca e sperimentazione in spazi storici di grande suggestione, come le chiese medievali di Pozzo d’Adda e Vaprio d’Adda. Un progetto che intreccia territorio e suono, volto a creare un’esperienza d’ascolto intima e profonda.

Alla direzione c’è Silvia Cignoli, chitarrista, sound artist e compositrice, che con questo festival unisce il proprio sguardo artistico alla volontà di costruire una scena culturale viva anche al di fuori dei centri urbani.

INTERVISTA

La rassegna Sonica Eterea si svolgerà nei Comuni di Pozzo d’Adda e Vaprio d’Adda, in spazi storici e suggestivi come chiese antiche. Cosa ti ha portata a scegliere proprio questi luoghi e che tipo di dialogo cerchi tra musica e territorio?

Sono nata ed ho vissuto a Milano per i primi 25 anni della mia vita, vivendo la vita culturale Milanese allora da “cittadina” ed ora come “ospite”. Da quando vivo in provincia il contrasto fra la grandissima offerta culturale milanese e quella fuori dalla metropoli mi si è fatta sempre più evidente. Come anche la possibilità però, che solo la provincia regala, di un contatto diretto e umano con le istituzioni e con la possibilità di fare cultura “dal basso”. Così dopo qualche colloquio conoscitivo con l’Assessora alla Cultura di Pozzo d’Adda (paese dove vivo) abbiamo deciso di dare il via a questa piccola rassegna che è al suo secondo anno di vita, grazie anche ai subentrati Marco Galli e Veronica Peracchi. Il territorio di Pozzo d’Adda e Vaprio d’Adda offre questi gioiellini medievali che sono rispettivamente la Chiesa Vecchia di S. Antonio Abate di Pozzo d’Adda e la Chiesa di S. Colombano. Il connubio fra la musica proposta nella rassegna e questi luoghi ci è sembrato subito magico.

Alcuni potrebbero dire che questi comuni si trovano un po’ lontani dalle scene musicali più centrali: credi che questa distanza possa essere un limite o, al contrario, una possibilità di creare un contesto diverso e più intimo?

Certamente è una sfida che vale la pena di tentare. Tuttavia i territori di Sonica Eterea non sono così lontani dalle città. In auto si arriva comodamente in circa 40 minuti da Milano e 20 minuti da Bergamo. Siamo inoltre a pochi km della metropolitana di Gessate che ci collega abbastanza bene con un servizio di bus. La forza di questo progetto è proprio la valorizzazione del territorio e portare qui una scena musicale che di solito si frequenta soprattutto in città.

La rassegna propone concerti in formazione ridotta con artisti di ricerca e sperimentazione. Qual è la linea artistica che hai seguito nella scelta e quale atmosfera ti piacerebbe che il pubblico percepisse?

Il percorso musicale che ho scelto esplora nuovi orizzonti sonori e crea connessioni tra diverse forme espressive. Tre concerti, in solo o in formazioni ridotte riconducono ad un’esperienza d’ascolto intima e immersiva.

Tre artisti, tre visioni, tre prospettive accomunate da un linguaggio sonoro profondo e comunicativo. La musica diventa strumento di esplorazione, trasformando ogni esibizione in un dialogo tra innovazione e radici. Avremo per cui non solo l’innovazione e la concettualità emotiva di Stefano Pilia e la poetica sognante della cantautrice Francesca Bono, ma anche il liuto dell’età dell’Oro inglese nelle mani della virtuosa Elisa La Marca.

Essendo tu stessa chitarrista, sound artist e compositrice, quanto la tua esperienza da musicista ha influenzato la curatela e la visione di Sonica Eterea?

La mia curatela vuole rispettosamente assecondare quelle che percepisco essere le esigenze del territorio e del suo pubblico, con la mia personale idea utopistica di musica: un linguaggio sconfinato nel senso di “privo di confini imposti”, che possa con la sua potenza emotiva, ed anche una dose di sperimentazione, toccare l’anima e la curiosità di tutte e tutti, anche di chi non è particolarmente avvezzo ad ascolti “altri” che quelli tipici del mainstream. Abbiamo tanto bisogno di potenziare la nostra intelligenza emotiva in questi tempi bui e di sopraffazione.

Guardando al futuro, pensi che Sonica Eterea possa diventare un appuntamento continuativo? Hai già in mente possibili sviluppi o nuove direzioni per le prossime edizioni?

Come dicevo ad un amico in questi giorni: l’ultima cosa che manca in questo periodo storico sono le idee. Sogno una Sonica Eterea che duri negli anni e che possa accogliere sempre più idee ed artist. Navigo però nel presente e passo passo costruiremo questa e altre avventure.