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I 35 anni di Parade degli Spandau Ballet

Parade è il quarto disco dei britannici Spandau Ballet. Uscito il 22 giugno 1984, è tra i dischi che hanno consolidato la fama del quintetto di Gary Kemp e Tony Hadley.

35 ANNI FA…
Il successo agli Spandau Ballet arrivò con un certo ritardo. Nati sull’onda del punk di fine anni Settanta, non ebbero la fortuna di esplodere con il primo disco come accadde invece per gli amici/rivali Duran Duran, che già con l’album omonimo scalarono le classifiche internazionali. La loro carriera è stata caratterizzata dai piccoli passi.
Furono comunque un gruppo che iniziò in gran spolvero, con il primo singolo To Cut A Long Story Short e la funkettona Chant No.1 che arrivarono entrambe in top 5 nel Regno Unito. Ma fu un fuoco di paglia che non venne replicato dai successivi album Journeys To Glory e Diamond che, pur ottenendo importanti riconoscimenti anche di vendite, non riuscirono a far emergere il gruppo al di fuori della scena dei club della Soho britannica.

Il successo mondiale arrivò dirompente nel 1983 con True, non a caso quando Steve Norman abbandonò le chitarre per dedicarsi al sassofono e alle percussioni. Il lavoro travolse la madrepatria e gli Stati Uniti, dove gli Spandau Ballet ottennero numeri clamorosi inserendosi in quella che fu nota come la seconda British Invasion insieme a nomi come Simple Minds, Billy Idol e Def Leppard. Un grande aiuto fu soprattutto il singolo Gold, caratterizzato da un video epico ed enigmatico, e la ballad True.

IL DISCO
Con Parade gli Spandau Ballet si trovarono a dover affrontare il fatto di essere uno dei nomi più caldi del pop internazionale e, soprattutto, confermarsi autori di grandi singoli. Paradesarà di fatto un disco della svolta: non è infatti uno di quelli trainato dai singoli e con alcuni riempitivi, come accaduto finora, ma è per ora il capitolo della loro carriera più organico a livello qualitativo e sottovalutato, spesso ricordato solo per i singoli Only When You Leave e I’ll Fly For You.
Con Parade gli Spandau Ballet dimostrano inoltre di avere una visione musicale di ampio respiro, con la definitiva consacrazione di quel Gary Kemp che sarà l’autore di buona parte del repertorio. Partendo dalla sorprendente Highly Strung, dal sapore orientale con tanto di video registrato ad Hong Kong, e arrivando alla ballata Round And RoundParade è di fatto una collezione di pezzi uno più bello dell’altro.

È anche quel lavoro che di fatto racchiude tutte le anime del gruppo, da quella più clubbing degli esordi, a quella più matura e adulta di tutta la fase successiva della loro carriera, il tutto unito ad una qualità compositiva da numeri uno.
Tolta With Pride, che è una ballad come la già citata e conclusiva Round And Round, tutta la parte centrale del disco è infatti una reinterpretazione del loro passato clubbing vista con la maturità di chi aveva poco prima sfondato a livello mondiale. Nature Of The Beast mescola synth e improvvise pennate di chitarra, creando un brano ballabile ed epico, dal ritornello indimenticabile, atmosfere riprese anche da Revenge For Love e Always In The Back Of My Mind, con l’ultima caratterizzata da un riff di Gary Kemp trascinante.
Parade fu supportato dal tour più ampio della loro carriera e da apparizioni ad eventi epocali come il Live Aid del 1985.

…E OGGI
Dopo un disco altrettanto epocale come Through The Barricades e un altro come Heart Like A Sky (che vide Gary Kemp ridurre gli altri a semplici turnisti – suonò di fatto lui le demo dei brani), nel 1990 la band decise di prendere una pausa per dedicarsi ad altri lavori. Chi si dedicò al mondo della musica, come Tony Hadley, Steve Norman e John Keeble, e chi, come lo stesso Gary Kemp, intraprese la carriera cinematografica prima con il fratello Martin (nel film sui gemelli Kray) e poi da solo. In realtà, anni dopo arrivò lo scioglimento dettato da vicende di royalty di fatto mai risolte. Arrivò anche una reunion nel 2009, tanto attesa quanto limitata ai live e che portò alla pubblicazione di un paio di inediti. Nel 2017 arrivò infine l’abbandono di Tony Hadley, sostituito dal giovane Ross William Wild.

Fonte: onstageweb.com di Nicola Lucchetta ----> https://www.onstageweb.com/notizie/spandau-ballet-parade-1984/

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