Oggi la blogger Giulia Quaranta Provenzano (classe 1989) ha intervistato Angelo Del Guzzi. Un’eredità raffinata, quella di Antonio Guzzo, che a seguire ci verrà un po’ raccontata…
INTERVISTA
Buongiorno Angelo! Mi piacerebbe domandarle subito come descriverebbe la sua anima in relazione ai gioielli Antonio Guzzo e qual è stata la “molla” che l’ha portata ad intraprendere il suo viaggio professionale. Che cosa, inoltre, vorrebbe significasse per le estimatrici di Antonio Guzzo indossare i vostri gioielli.

“Buongiorno Giulia! La “scintilla” è nata dal desiderio di creare qualcosa di significativo, qualcosa che possa durare oltre le tendenze. Sono stato attratto dall’idea di trasformare materie prime in oggetti che portano un valore emotivo. I gioielli Antonio Guzzo spero che rappresentino – per coloro che li indossano – più di un semplice ornamento… spero che diventino una dichiarazione personale, un ricordo, qualcosa che possa durare per generazioni avendo la capacità di essere trasmessi da genitore a figlio. Ho, inoltre, anche l’obiettivo di superare le comuni tendenze passeggere e creare pezzi che siano versatili nell’aspetto per l’uso quotidiano ma altresì resistenti appunto all’uso di ogni giorno”.
Pensa che le coordinate temporali e famigliari, non soltanto geografiche, abbiano contribuito a formare la sua personalità (altresì professionalmente parlando) e – in caso affermativo – ci spiega come e in quale maniera? Da bambino come si immaginava, se si immaginava, da adulto?
“Crescere in un ambiente incentrato sulla comunità ha plasmato i miei valori attorno alla connessione e al portare senso di unità …nel mio lavoro e nella mia vita. Spostarmi spesso invece rendeva difficile seguire le tendenze regionali e ciò mi ha spinto a valorizzare la versatilità e l’adattabilità, desiderando qualcosa che potesse adattarsi ovunque piuttosto che soltanto in un luogo specifico. Da bambino, non avevo una visione chiara del mio futuro ma immaginavo sempre una vita in cui potessi sentirmi sia connesso sia flessibile”.
Quale ritiene che debba essere il ruolo e la funzione dell’estetica nella società e in questa nostra odierna realtà (e perché)? Ed è del parere che esista e abbia senso parlare di Bellezza in senso universale nonostante ossia la sensibilità e il gusto soggettivi, magari più o meno influenzati dalla cultura e da preferenze personali?
“Penso che l’estetica giochi un ruolo importante nella società, è come una sorta di linguaggio universale e non verbale – qualcosa che permette alle persone di sperimentare e connettersi con la bellezza senza bisogno di comunicazione diretta. Essa crea anche uno spazio per l’espressione personale, offrendo al contempo un modo condiviso per apprezzare ciò che la vita ha da offrire. Sebbene proprio le idee di bellezza siano spesso influenzate dalla cultura e dalle preferenze personali, ho comunque idea che abbia senso parlare della beltà in un senso più ampio perché certe forme, sensazioni o esperienze possono risuonare attraverso differenti contesti nonostante vengano interpretate in modi unici… ad esempio, seppure una canzone può essere cantata in una lingua diversa dalla propria, si può comunque apprezzarne il suo essere bella”.
Che cosa pensa che sia l’Amore e come si orienta e si traduce nelle creazioni Antonio Guzzo? Ci racconta sulla base di che cosa sceglie i materiali e come dà vita ad orecchini, anelli, collane, bracciali?
“L’amore, per me, riguarda il riconoscere la bellezza in tutto ciò che ci circonda e rispettarla abbastanza da non tentare di cambiarla. Cerco di rispecchiare questo mio credo nel mio approccio ad Antonio Guzzo, non forzando i gioielli autentici e nemmeno forzando il lavoro di artigiani talentuosi a conformarsi a tendenze effimere – oriento invece la loro originalità e maestria così com’è”.
C’è una persona alla quale guarda con ammirazione, come esempio, che a lei è particolarmente cara?
“Sì, mia zia. Lei è un esempio di come esprimere gentilezza e pazienza verso tutti coloro che la circondano. Non ha mai giudicato nessuno, trovava sempre un modo per comprendere le persone indipendentemente da quanto potessero essere difficili. Aveva la capacità di esprimere la sua bellezza e la sua resilienza emotiva anche nelle situazioni più difficili. Zia emanava l’idea che i diamanti si formano sotto pressione!”.
Infine ci anticipa i suoi prossimi progetti lavorativi (e privati) a breve e a più lungo termine?
“Guardando al futuro, sono concentrato sull’espandere la visione creativa di Antonio Guzzo rimanendo fedele alla sua identità fondamentale. Nel breve termine, ciò include nuove collezioni che esplorano forme e materiali innovativi. Nel lungo termine, spero di sviluppare appunto ulteriormente il marchio a livello internazionale ed approfondire la sua narrativa artistica. A livello personale, intendo continuare a crescere sia creativamente sia come individuo”.
Foto in evidenza: foto gioiello, Antonio Guzzo


