Perché sottoscrivere una polizza caso morte?
Oggi, per affrontare tale focus tematico, abbiamo intervistato la consulente assicurativa e finanziaria Giulia Quaranta Provenzano.

Buongiorno Giulia! Stante il tuo decennio quale consulente assicurativa, a chi consiglieresti di sottoscrivere una polizza caso morte? Buongiorno! Consiglio di stipulare una polizza caso morte, decesso sia a seguito di malattia sia a seguito di infortunio, pressoché a tutti e quindi anche voi lettori …ognuno di noi ha infatti care delle persone e la suddetta è una polizza che serve proprio, soprattutto, a proteggere economicamente coloro che da noi dipendono.
…ossia ci spieghi, più precisamente, quali sono i principali motivi per cui acquistare un’assicurazione sulla vita? Certamente! La protezione della famiglia è uno dei motivi più forti che dovrebbe condurre alla firma di una polizza caso morte dacché se la fonte di reddito principale, o comunque uno dei portatori di pecunia di casa, viene a mancare chi ne sostituisce appunto il reddito?!? L’assicurazione sulla vita dà accesso ad un capitale che garantisce continuità economica agli eredi: coniuge, figli, genitori ereditano una somma a loro destinata che funge da aiuto ad esempio per il mutuo o per l’affitto, per lo studio della prole e per onorare gli eventuali debiti nonché per sostenere anche soltanto le spese quotidiane – e ciò fa sì che chi sopravvive non debba farsi carico di prestiti o finanziamenti. Sapere che chi si ama sarà sempre e in qualsiasi caso tutelato riduce l’ansia legata agli imprevisti.
Quanto è importante una polizza caso morte per un lavoratore autonomo? Per un lavoratore autonomo – una polizza caso morte – è ancora più importante che per un dipendente in quanto il primo ha un reddito meno “protetto” cioè non ha TFR, non ha coperture aziendali, non ha pensioni di reversibilità elevate e se viene a mancare il reddito si interrompe subito. Se sei un libero professionista (si pensi ad un architetto, ad un consulente, ad un artigiano), spesso l’attività dipende solo da te e senza di te l’entrata economica può azzerarsi. Molti autonomi inoltre hanno prestiti per l’attività, leasing, mutui per immobili e la polizza sulla vita evita che codesti pesi – in caso appunto di dipartita del lavoratore autonomo – ricadano sulla famiglia. Questo tipo di assicurazione garantisce dunque tempo ai propri affetti per riorganizzarsi e liquidità per chiudere o per vendere con calma l’esercizio.
Giulia ha poi sottolineato che le polizze caso morte sono impignorabili, sono fuori dall’asse ereditario e il capitale è esente da imposte di successione. La protezione fornita da codeste assicurazioni, alla luce dell’impignorabilità ed insequestrabilità del massimale, è notevole tuttavia – aggiunge la trentaseienne – non sono uno scudo assoluto contro comportamenti considerati fraudolenti dalla legge italiana. Se ovvero – chiarifica la Quaranta Provenzano – una persona versa premi molto alti con l’intento di sottrarre denaro ai creditori, quest’ultimi possono chiedere la revocatoria o fare dichiarare inefficaci i versamenti (vale a dire che non è possibile “mettere al sicuro” soldi poco prima di un fallimento).
Ed ancora Giulia esplicita che, se emerge l’intento fraudolento (come per i premi pagati in frode ai creditori), possono esserci azioni di recupero in presenza di debiti fiscali rilevanti. E se – continua poi l’Imperiese – la polizza è stata stipulata durante il matrimonio, in alcuni casi può essere oggetto di valutazione nei rapporti patrimoniali tra coniugi.
Assicurare un figlio per il caso morte è una scelta usuale? No, finora non mi è capitato che in molti genitori scelgano di stipulare una polizza che paga nel caso in cui il bambino muoia poiché questo è un discorso delicato (o almeno non è comune che venga pur solamente ascoltato da mamme e papà… o comunque non spesso è stato preso in considerazione dalle persone che, ad oggi, ho incontrato nella mia carriera lavorativa) …eppure – al sopraggiungere di un simile evento tragico – la polizza può, se non altro, aiutare a coprire le spese funerarie così come spese legali e/o amministrative ed eventuali costi medici non coperti (serve quindi a ridurre le difficoltà economiche in un momento già tanto difficile) oltre al fatto di “bloccare” sin da subito il diritto del figlio ad avere una copertura e mantenere per lui condizioni favorevoli pur qualora in futuro sviluppasse problemi di salute. Va evidenziato cioè che se l’assicurato incorre, crescendo, in una malattia cronica (come, per es., il diabete) o in una patologia cardiaca o in un tumore o in disturbi psichiatrici importanti oppure pratica sport parecchio rischiosi la Compagnia potrebbe rifiutare la copertura, applicare un premio parecchio più alto, escludere certe cause mentre aver stipulato la polizza prima dell’insorgere/emergere delle sopraelencate casistiche evita una simile valutazione del rischio.
Ai soci in un’attività, consiglieresti di avere una polizza caso morte? Sì! In caso di compartecipi in un’attività, avere una polizza caso morte è molto importante poiché protegge sia l’azienda sia le famiglie dei soci. Se un membro per affari viene a mancare, la sua quota passa agli eredi. Con una tutela caso morte, l’azienda o i soci superstiti ricevono un capitale che permette di liquidare proprio gli eredi e mantenere il controllo dell’impresa – evitando conflitti con quest’ultimi, in quanto per l’appunto gli stessi eredi potrebbero non volere o non poter entrare in società (l’assicurazione fornisce la liquidità necessaria per chiudere la posizione in modo sereno!). A ciò si aggiunga che se il socio defunto era fondamentale (era ad es. il fondatore, il tecnico chiave, il garante di finanziamenti), la polizza aiuta a coprire eventuali debiti o cali di fatturato temporanei favorendo, così, la stabilità finanziaria dell’azienda medesima.
Ha senso per un single impegnarsi con una polizza caso morte? A prima vista potrebbe sembrare inutile, però una polizza caso morte può avere senso altresì per chi è single… dipende dalla situazione! Può essere funzionale se si hanno genitori o famigliari che dipendono (pur in parte) da te, ovvero la polizza garantisce loro un valido capitale nel contribuire alle spese di casa e nell’aiutare più in generale economicamente anche dopo la propria dipartita. Non si dimentichi difatti che, se si ha un mutuo o un prestito o se si è garante per qualcuno, l’assicurazione evita che il debito rimanga sulle spalle di eredi o parenti. Infine, può sembrare un dettaglio, eppure un funerale può costare diverse migliaia di euro e una piccola polizza evita il problema di reperire fondi a coloro che restano in vita. Sappiate poi che, benché personalmente mi faccia strano affermarlo, la polizza temporanea caso morte può essere fatta a favore dell’amante dato che è possibile indicare chi si vuole come beneficiario (non serve ovverosia il consenso del coniuge). Il capitale assicurato non rientra nell’eredità, non fa parte dell’asse ereditario, ciononostante potrebbero esserci contestazioni legali se la situazione viola diritti ereditari (legittima) – soprattutto se i premi pagati sono molto elevati rispetto al patrimonio.
Per informazioni e l’elaborazione di un preventivo gratuito si invita a scrivere a Giulia Quaranta Provenzano alla mail giulia40.1989@tim.it o via WhatsApp al 375-7335513.


