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venerdì, 26 Novembre, 2021

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E’ uscito in radio il nuovo singolo di Massimo Contini, “SOLO NOIA”.

SOLO NOIA” è un brano scritto e totalmente autoprodotto da MASSIMO CONTINI che racconta una storia di riscatto, descrivendo lo stato d’animo di un uomo che conduce una vita vuota, a tratti carica di disillusioni. Il protagonista si sente prigioniero all’interno di una bolla di monotonia da cui vorrebbe scappare.

«Gli sguardi della gente lo sfiorano appena, ma i suoi pensieri sono carichi di sogni e desideri – spiega l’artista a proposito del protagonista del pezzo – Non ha più voglia di correre inseguendo una gioventù che non gli appartiene da tempo e vorrebbe scappare da quella vita monotona e guarda un mondo tutto da scoprire verso il quale non trova la giusta direzione e continua a scivolare sulle abitudini, senza mai arrendersi. Qualcuno gli risponde che questa è “solo noia”, ma lui sa che nel profondo della sua anima c’è molto di più».

Il videoclip ufficiale del brano è stato autoprodotto da Massimo Contini, il quale si è occupato della regia dei primi piani e del montaggio. Alcune clip sono state girate dal videomaker Cottonbro, in collaborazione con Pexels Video. Totalmente girato in bianco e nero con lente dissolvenze incrociate, in questo video l’autore cerca di trasmettere il senso di vuoto del protagonista alternando momenti cupi – come un forte temporale – a immagini più armoniose – ad esempio, una figura femminile che danza.

 

Biografia

Massimo Contini nasce a Milano, il 4 aprile del 1968, città in cui tuttora vive e lavora. Sin da bambino nutre una profonda passione per la musica e suona le sue prime note all’età di otto anni con un piccolo organo elettrico regalatogli per Natale, mentre costruisce rudimentali batterie con i fustini vuoti dei detersivi. A undici anni riceve la sua prima chitarra, con cui si cimenta da autodidatta in cover di artisti quali Claudio Baglioni, Umberto Tozzi e Antonello Venditti. Frequentando la scuola superiore, fonda con alcuni suoi compagni un piccolo gruppo con cui suona tastiera, basso e chitarra in sala prove ed in piccole feste di periferia. Ma la sua passione è scrivere pezzi propri, e durante il servizio militare, butta giù alcuni testi che diventeranno una demo qualche anno più tardi. La prima grande occasione si presenta ad una selezione per partecipare al festival di Castrocaro, in cui però non ottiene la qualificazione sperata. Un disturbo alle corde vocali e la nascita della figlia, lo portano ad accantonare per diversi anni la sua grande passione che però si risveglia prepotentemente intorno all’anno 2016. Ricomincia a scrivere e a togliere la ruggine da alcuni pezzi scritti in gioventù e nell’anno 2019 esce il suo primo album “Giorno per giorno” da cui vengono tratti due singoli: la stessa “Giorno per giorno” che raggiunge la dodicesima posizione nella classifica Indipendenti di EarOne e il brano “Sopra le nuvole”. L’anno successivo torna a lavorare sul suo secondo album dal titolo “Innocenti Distrazioni” in uscita il 30 settembre del 2021, disco che, come il primo, è stato totalmente scritto e auto prodotto dallo stesso Contini. Il brano “Solo noia”, estratto dal nuovo album, è disponibile in radio dal 1° ottobre 2021.

 

Facebook | Instagram

 

INTERVISTA

Parlaci un po’ di te: chi sei, da dove vieni, come ti sei avvicinato alla musica?

Sono nato 53 anni fa a Rozzano in provincia di Milano. Sin da bambino amavo strimpellare la chitarra seguendo pezzi di Baglioni, Venditti e Tozzi. Durante il periodo dell’adolescenza la curiosità verso il mondo musicale mi ha portato a sperimentare diversi strumenti scambiandomi con gli altri componenti del mio primo gruppo. Questo è stato il mio primo approccio alla musica, guidato dal forte desiderio di imparare a gestire il suono, la melodia ed il costante desiderio di creare qualcosa che fosse tutto mio. Presto però mi resi conto che non bastava buttar giù dei testi se poi non riuscivo a finalizzarli con la melodia adatta e con gli strumenti giusti. Ho studiato molto da autodidatta, e negli anni ho raggiunto il mio obbiettivo. Non sono diventato un grande polistrumentista, però ho imparato quanto basta per raggiungere il risultato ottenuto con i miei album che sono di fatto, totalmente autoprodotti.

A chi consiglieresti, in particolare, l’ascolto di “Solo Noia”?

Ci sono momenti della vita in cui quasi tutti, almeno una volta, guardandoci allo specchio ci chiediamo se siamo davvero soddisfatti di quello che siamo e di cosa abbiamo costruito. Non sempre quello che vediamo ci piace totalmente. Ecco, consiglierei l’ascolto alle persone che si sono fatte quella domanda. Il messaggio è di scrollarsi dalle spalle il fardello dell’apatia e della rassegnazione. Non è la noia ad uccidere gli stimoli…lo facciamo noi stessi.

Come si distingue “Solo Noia” rispetto ai tuoi lavori precedenti?

La prima differenza sostanziale è a mio parere, la qualità degli arrangiamenti. Ho dedicato una cura quasi maniacale alla finalizzazione di quanto avevo nella testa. Ho cercato inoltre di miscelare al meglio l’acustica con l’elettronica, cosa che non ho fatto con l’album precedente molto più “acustico”. Al master finale poi ho dedicato un tempo infinito, cercando di gestire al meglio l’equilibrio dei vari strumenti e della voce. Tutto questo rende “Solo noia” il brano che in assoluto ho “coccolato” di più.

Hai voglia di darci qualche consiglio per gli ascolti?

Nell’album ci sono otto canzoni, una delle quali è un’extended version di “Solo noia” con un minuto e mezzo in più di inciso che a me piace in modo particolare, ma che a causa della durata, non è adatta al passaggio in radio. Un altro brano dell’album che amo e di cui consiglio l’ascolto, è “Non hai pagato”, un pezzo in cui canto con il solo accompagnamento del pianoforte e un giro d’archi nella seconda metà della canzone. Infine consiglio “Vittime” che in origine avevo preso in considerazione come singolo di lancio dell’album, che tratta il tema della nostra dipendenza dai social e che per la prima volta mi vede “reppare” nell’ultima parte del pezzo. Ma il mio consiglio è di ascoltare tutto l’album ovviamente!

 

Ufficio Stampa  RED&BLUE MUSIC RELATIONS

 

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SOLO NOIA” è un brano scritto e totalmente autoprodotto da MASSIMO CONTINI che racconta una storia di riscatto, descrivendo lo stato d’animo di un uomo che conduce una vita vuota, a tratti carica di disillusioni. Il protagonista si sente prigioniero all’interno di una bolla di monotonia da cui vorrebbe scappare.

«Gli sguardi della gente lo sfiorano appena, ma i suoi pensieri sono carichi di sogni e desideri – spiega l’artista a proposito del protagonista del pezzo – Non ha più voglia di correre inseguendo una gioventù che non gli appartiene da tempo e vorrebbe scappare da quella vita monotona e guarda un mondo tutto da scoprire verso il quale non trova la giusta direzione e continua a scivolare sulle abitudini, senza mai arrendersi. Qualcuno gli risponde che questa è “solo noia”, ma lui sa che nel profondo della sua anima c’è molto di più».

Il videoclip ufficiale del brano è stato autoprodotto da Massimo Contini, il quale si è occupato della regia dei primi piani e del montaggio. Alcune clip sono state girate dal videomaker Cottonbro, in collaborazione con Pexels Video. Totalmente girato in bianco e nero con lente dissolvenze incrociate, in questo video l’autore cerca di trasmettere il senso di vuoto del protagonista alternando momenti cupi – come un forte temporale – a immagini più armoniose – ad esempio, una figura femminile che danza.

 

Biografia

Massimo Contini nasce a Milano, il 4 aprile del 1968, città in cui tuttora vive e lavora. Sin da bambino nutre una profonda passione per la musica e suona le sue prime note all’età di otto anni con un piccolo organo elettrico regalatogli per Natale, mentre costruisce rudimentali batterie con i fustini vuoti dei detersivi. A undici anni riceve la sua prima chitarra, con cui si cimenta da autodidatta in cover di artisti quali Claudio Baglioni, Umberto Tozzi e Antonello Venditti. Frequentando la scuola superiore, fonda con alcuni suoi compagni un piccolo gruppo con cui suona tastiera, basso e chitarra in sala prove ed in piccole feste di periferia. Ma la sua passione è scrivere pezzi propri, e durante il servizio militare, butta giù alcuni testi che diventeranno una demo qualche anno più tardi. La prima grande occasione si presenta ad una selezione per partecipare al festival di Castrocaro, in cui però non ottiene la qualificazione sperata. Un disturbo alle corde vocali e la nascita della figlia, lo portano ad accantonare per diversi anni la sua grande passione che però si risveglia prepotentemente intorno all’anno 2016. Ricomincia a scrivere e a togliere la ruggine da alcuni pezzi scritti in gioventù e nell’anno 2019 esce il suo primo album “Giorno per giorno” da cui vengono tratti due singoli: la stessa “Giorno per giorno” che raggiunge la dodicesima posizione nella classifica Indipendenti di EarOne e il brano “Sopra le nuvole”. L’anno successivo torna a lavorare sul suo secondo album dal titolo “Innocenti Distrazioni” in uscita il 30 settembre del 2021, disco che, come il primo, è stato totalmente scritto e auto prodotto dallo stesso Contini. Il brano “Solo noia”, estratto dal nuovo album, è disponibile in radio dal 1° ottobre 2021.

 

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Parlaci un po’ di te: chi sei, da dove vieni, come ti sei avvicinato alla musica?

Sono nato 53 anni fa a Rozzano in provincia di Milano. Sin da bambino amavo strimpellare la chitarra seguendo pezzi di Baglioni, Venditti e Tozzi. Durante il periodo dell’adolescenza la curiosità verso il mondo musicale mi ha portato a sperimentare diversi strumenti scambiandomi con gli altri componenti del mio primo gruppo. Questo è stato il mio primo approccio alla musica, guidato dal forte desiderio di imparare a gestire il suono, la melodia ed il costante desiderio di creare qualcosa che fosse tutto mio. Presto però mi resi conto che non bastava buttar giù dei testi se poi non riuscivo a finalizzarli con la melodia adatta e con gli strumenti giusti. Ho studiato molto da autodidatta, e negli anni ho raggiunto il mio obbiettivo. Non sono diventato un grande polistrumentista, però ho imparato quanto basta per raggiungere il risultato ottenuto con i miei album che sono di fatto, totalmente autoprodotti.

A chi consiglieresti, in particolare, l’ascolto di “Solo Noia”?

Ci sono momenti della vita in cui quasi tutti, almeno una volta, guardandoci allo specchio ci chiediamo se siamo davvero soddisfatti di quello che siamo e di cosa abbiamo costruito. Non sempre quello che vediamo ci piace totalmente. Ecco, consiglierei l’ascolto alle persone che si sono fatte quella domanda. Il messaggio è di scrollarsi dalle spalle il fardello dell’apatia e della rassegnazione. Non è la noia ad uccidere gli stimoli…lo facciamo noi stessi.

Come si distingue “Solo Noia” rispetto ai tuoi lavori precedenti?

La prima differenza sostanziale è a mio parere, la qualità degli arrangiamenti. Ho dedicato una cura quasi maniacale alla finalizzazione di quanto avevo nella testa. Ho cercato inoltre di miscelare al meglio l’acustica con l’elettronica, cosa che non ho fatto con l’album precedente molto più “acustico”. Al master finale poi ho dedicato un tempo infinito, cercando di gestire al meglio l’equilibrio dei vari strumenti e della voce. Tutto questo rende “Solo noia” il brano che in assoluto ho “coccolato” di più.

Hai voglia di darci qualche consiglio per gli ascolti?

Nell’album ci sono otto canzoni, una delle quali è un’extended version di “Solo noia” con un minuto e mezzo in più di inciso che a me piace in modo particolare, ma che a causa della durata, non è adatta al passaggio in radio. Un altro brano dell’album che amo e di cui consiglio l’ascolto, è “Non hai pagato”, un pezzo in cui canto con il solo accompagnamento del pianoforte e un giro d’archi nella seconda metà della canzone. Infine consiglio “Vittime” che in origine avevo preso in considerazione come singolo di lancio dell’album, che tratta il tema della nostra dipendenza dai social e che per la prima volta mi vede “reppare” nell’ultima parte del pezzo. Ma il mio consiglio è di ascoltare tutto l’album ovviamente!

 

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