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Cigarettes After Sex all’Alcatraz, Milano si tinge di bianco e nero

“Penso a questo album come se fosse un film. Un film girato in una location esotica, pieno di personaggi diversi e storie d’amore, bellezza e sensualità”. Sono queste le parole attraverso le quali Greg Gonzalez, frontman dei Cigarettes After Sex, ha descritto il secondo e più recente lavoro in studio, Cry, pubblicato il 25 ottobre.

Un film, quello della band texana che ha fatto del bianco e nero uno stile di vita, iniziato con la registrazione dell’EP I su una rampa di scale dell’università, nel 2012, e con la diffusione virale di quattro tracce, tra cui Nothing’s Gonna Hurt You Baby, tramite milioni di visualizzazioni Youtube e seguito esponenziale da Spotify ai social. Nel 2017, poi, l’omonimo album di debutto delinea le coordinate artistiche di musicalità dream pop, oniriche e versi intrisi di amore, sensualità, lacrime, baci, confessioni.

Un approccio cinematografico, lo stesso che ha inaugurato l’unica data prevista nel nostro paese, all’Alcatraz di Milano. I riflettori si sono accesi sulle sequenze di una pellicola analogica che sembra essere rispolverata dagli anni ’40: una balconata in riva al mare e una frase “You only fuck for love”. La macchina da presa immortala due amanti in tenere scene sul lido, il cielo che muta, finestre che lasciano intravedere nuove prospettive, nuvole e fumo che offuscano lentamente la vista.

Ecco apparire sul palco i veri protagonisti. Randall Miller al basso, Jacob Tomsky alla batteria e Josh Marcus alle tastiere si immergono nel buio. Un faro illumina Greg Gonzalez che, stretto alla chitarra, dà il benvenuto al numerosissimo pubblico intonando i primi accordi di Opera House. La setlist si snoda tra i sentieri dell’inconscio e del subconscio, tra la linea vocale androgina e riverberata dell’artista e le immagini sullo schermo retrostante, focus impercettibilmente animato sul moto delle onde, su candele che si consumano, su volti di donne, in quotidiano raccoglimento. Nel susseguirsi delle ballate malinconiche, Cry viene già presentata al terzo pezzo.

Subito dopo, nell’entusiasmo dei fan che si allungano, con gli smartphone in mano, per celebrare il momento, è la volta di Sweet e della celebre Nothing’s Gonna Hurt You Baby, soundtrack di nottate insonni oltreché di molteplici lungometraggi e serie tv. L’atmosfera di mantiene su toni crepuscolari, sul cullarsi in movimenti binari di chi suona e di chi ascolta. La nostalgia si fonde con gocce di libidine noir, synth celestiali prelevati dall’hi-fi anni ’80 e delay recodificati in arrangiamenti molto fedeli al recording originale. Forse troppo. Passato e presente, musicale e non, che si intrecciano: i tramonti di Sunsetz immortalano l’istantanea impressa su uno specchietto retrovisore, K. evoca il ritorno di una donna, un letto e una richiesta di restare.

La dolcissima deflagrazione di Apocalypse, anticipata dalle parole (rarissime durante la serata) di ringraziamento e cantata in coro, sembra chiudere il set. Il gruppo di El Paso, tuttavia, si concede di nuovo alla folla, salutandola con Dreaming Of You: quasi una ninna nanna che, in realtà, racchiude gli unici minuti più esplosivi, nel gioco di luci, nelle mani più pesanti sulle corde degli strumenti, nel pedale più vivace sulla cassa della batteria.
Titoli di coda che scorrono lasciando una sensazione sospesa nelle sfumature grigie di racconti in cui non è difficile identificarsi, ritrovarsi. Dicotomie di opposti nelle tinte di un pantone bianco e nero, sempre coerente ma non ancora del tutto compiuto. I colori, però, possono aspettare.

Fonte: onstageweb.com di Laura Faccenda --> https://www.onstageweb.com/notizie/cigarettes-after-sex-milano-2019-concerto-14-novembre/

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