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Pagelle Sanremo 2018- Voti ai cantanti e conduttori: Claudio Baglioni rimandato (terza serata)

Pagelle Sanremo 2018, terza serata del Festival: i voti di ospiti, cantanti e dei conduttori che hanno calcato il palco dell'Ariston. Promossa Michelle Hunziker e Cladio Baglioni.

Claudio Baglioni rimandato dal pubblico dopo la terza serata del Festival di Sanremo 2018. Se nel corso delle prime due serate, il direttore artistico aveva mantenuto un basso profilo, nel corso della terza serata si è preso la scena aprendo la serata cantando e cimentandosi in tantissimi momenti musicali. La scelta di cantare spesso e di duettare con quasi tutti gli ospiti, però, non è piaciuta a tutti. Sui social, molti utenti, infatti, si sono lamentati dell’onnipresenza di Baglioni sul palco dell’Ariston che, così facendo, avrebbe rubato la scena ai cantanti in gara e agli stessi big. Il pubblico, dunque, si divide. Da una parte c’è chi ha apprezzato le varie esibizioni di Baglioni, compresa quella con Virginia Raffaele e, dall’altra, c’è chi avrebbe voluto vederlo meno nei panni di cantante. Cosa succederà, invece, nella quarta serata? L’appuntamento odierno è già ricchissimo. Oltre alla finale dei giovani, infatti, si esibiranno tutti e 20 i big in gara in duetto. I momenti, dunque, per esibirsi, per Claudio Baglioni, saranno centellinati? (Aggiornamento di Stella Dibenedetto).

MICHELLE HUNZIKER ANCORA PADRONA DEL PALCO

Michelle Hunziker - Prosegue positivamente il percorso di Michelle Hunziker sul palco del Festival di Sanremo. La conduttrice svizzera è più che mai padrona di casa e appare sempre più sciolta nel suo mix di serietà e divertenti battute con il compagno di avventura Pierfrancesco Savino. Riconferma dunque le sue innegabili doti che piacciono al pubblico e le permettono di ottenere un nuovo giudizio positivo anche nella pagella della prima puntata. Qualche appunto, a differenza delle precedenti serate, va dato invece al suo look che non è apparso completamente convincente. Forse perché giocava in casa con le creazioni di casa Trussardi, guidata dal marito Tomaso, ci saremo aspettati qualcosa in più. I primi due abiti proposti sono apparsi un po' troppo castigati, con un'acconciatura decisamente adatta ad una persona più matura di lei. Meglio, invece, il terzo look con il tubino rosa e le preziose applicazioni ben più adatte al suo stile. VOTO 7

PROMOSSI E BOCCIATI

Claudio Baglioni / Danilo Rea / Gino Paoli - Baglioni si conferma il vero mattatore del Festival, sia per la selezione sopra la media di artisti in gara e ospiti, sia ancor più per questa serata dove svetta per interpretazioni e duetti come quello con un Gino Paoli che tiene sempre bene voce e scena, supportati da uno tra i pianisti italiani migliori sulla scena. Prima in un omaggio al Fabrizio De Andrè della struggente Canzone dell’amore perduto poi nella immortale Il nostro concerto di Bindi. Chiudono magistralmente con uno dei brani simbolo di Paoli Questa lunga storia d’amore. VOTO 8

Mario Biondi – Rivederti - Un amore finito rievocato in un incontro dopo la rottura, un piano che unisce night, September Morn, Bongusto e Barry White, un tour de force da crooner con tanto di climax big band per un risultato formalmente ineccepibile ma un po' lezioso. VOTO 6 –

Max Gazzè – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno - Il titolo richiama una dimensione intima e fiabesca, che puntualmente viene evocata da un piano che introduce e appoggia il cantante che per l’occasione fa il cantastorie senza basso. Al solito voce fuligginosa e particolare, per un arrangiamento enfatico che però non riscatta una scrittura che non brilla per incisività e spunti. Meglio la strofa, non decolla il ritornello. VOTO 6

Facchinetti / Fogli – Il segreto del tempo - Pacifico collabora con Facchinetti per un’altra ballata, confessione intima su vita, spazio, tempo resa con classe e mestiere da un Fogli in buona forma e un Facchinetti vocalmente in trincea alla ricerca della voce di un tempo, piuttosto provata due giorni fa, più in controllo stasera. VOTO 7

Ermal Meta, Fabrizio Moro – Non mi avete fatto niente - Accompagnamento electro con striature etniche, cantilena pop hip-hop come va per la maggiore oggi ma di sicura presa. Testo un minestrone di parole a colpi di slogan e pretese sociali. Ermal Meta, voce e interpretazione interessante, aveva iniziato coma autore vero e originale (l’Annalisa del 2013), poi ha visto dove tirava il vento del mainstream e si è adeguato silenziando (per ora) le sue potenzialità. Moro come sempre oggetto misterioso, non si è mai capito chi e cosa sia. VOTO 5

Negramaro - La vocalità da convulsioni incontrollabili di Sangiorgi, riporta con La prima volta al centro dell’attenzione il pop sboccato dei primi anni zero, rievocandone il soverchiante spettro “romanticoso” e indigesto. La dimostrazione vivente che non è sempre necessariamente sinonimo di bene e qualità qualcuno venda tanto e sia stra-popolare. VOTO  5 Molto meglio quando viene condotto da Baglioni in duetto all’interno di un monumento come Poster, anche se in questo arrangiamento a base di lampi musical-operistici, perde molto della sua drammaticità originaria. VOTO  6

Luca Barbarossa – Passame er sale - Ballata tra stornello popolaresco ed elegia nostalgica, con un bell’arrangiamento, un bell’inciso, belle sottolineature musicali e una buona scrittura, da un autore che nel tempo ha guadagnato quanto a schiettezza e dignità. VOTO 7

Avitabile, Servillo – Il coraggio di ogni giorno - Ancora l’inesauribile Pacifico firma una canzone congiuntamente con l’autore di riferimento del brano (Avitabile). Bella introduzione parteno-folk, per una ballata dai toni popolari dove tra accenti mediterranei ed etnici, si respira vita di strada e compassione vissuta sul campo. Avitabile, con tanto di fido sax, e Servillo offrono una interpretazione piena di pathos. VOTO 7

Giovanni Caccamo – Eterno - Voce ordinata ma dall’espressività a corrente alternata, per quanto tenga bene sulle enfasi alte. E fin qui tutto bene. Va decisamente peggio però con una scrittura che – come nei precedenti – non va da nessuna parte. Orecchiabilità vaga e indistinta, per una ballata come se ne sentono a centinaia. VOTO 5

Lo Stato Sociale – Una vita in vacanza - Electro pop-dance con piglio tra il saltimbanco e certo godereccio alla Vasco Rossi, per un risultato festaiolo-farsesco che coniuga squilli ska, carnevale e festa in piazza con tanto di ecumenismo ciarliero che porta la terza età sul palco. Un gioco dei mestieri pseudo-filosofico, in cui ci si diverte a denti (molto) stretti, ma dalla radiofonicità virale. VOTO 5 ½

Claudio Baglioni / Virginia Raffaele – Canto (anche se sono stontato) -L’estrosa, estroversa e incontenibile Virginia duetta con Baglioni (che non si tira indietro neppure stavolta) dopo aver giocato persino uno scambio dei ruoli in sede di sketch, dimostrando notevole versatilità e bravura nella riproposizione del classico di Luttazzi. VOTO 8

Mudimbi - Il mago - Il tributo rap a Sanremo è ormai d'obbligo, ma per quanto la tendenza a favorirne risvolti farseschi non sia scongiurata, ecco una proposta che agli stilemi di genere affianca il popolare e il popolaresco folk di certe vecchie canzoni alla Berti (citata nel testo e nel video), Fratello e Cinquetti. Questa bonaria satira di costume forse tradisce un Gabbani del rap o forse no, ma il motivo del ritornello rimane piacevolmente in testa, per quanto la voce lasci a desiderare sulle parti cantate. VOTO 6

Eva - Cosa ti salverà - L'inizio chiarisce subito dove si va a parere, con un ascolto che butta in faccia il prototipo della voce da talent di questi anni, ora asprigna, ora vagamente roca. Tra Noemi e Annalisa, senza gli stridori distintivi della prima e lo spettro ampio e seducente della seconda, l'unione di colori produce una Emma che non urla. Canzone molto consueta e non granché incisiva che parla dell'odierno rapporto di coppia, interpretata con diligenza pur con un eccesso di fasi calanti. Ci sono margini di miglioramento ma sono necessari autori degni. VOTO 5

Ultimo - Il ballo delle incertezze - Un nome che è un programma, ma volutamente. Riflessione sul senso di esserci per chi parte indietro, quasi una versione in chiave indie-adolescenziale di Oggi sono io di Britti applicata al perdente per vocazione, al pulcino Calimero di oggi. Tema decisamente interessante per la sua schietta quotidianità, ma musica e tono mesto dell'interpretazione, pur con la piccola sfuriata rap centrale, non riescono ad affrancarsi dallo stereotipo abusato del tentativo di riscatto un po'retorico del reietto del giro. VOTO 5

Leonardo Monteiro - Bianca - Frullato di stili di canto che passano senza soluzioni di continuità dal primo Baglioni e Zarrillo a melismi soul acrobatici, prima dei quali purtroppo il nostro va in gran parte in calando e persino fuori tempo. Non meglio la canzone, un banale pop melodico di marca nostrana, motivo per cui le esibizioni d’ugola appaiono decisamente fuori contesto. VOTO 4

Claudio Baglioni – Via. Il pezzo rock di Baglioni per antonomasia della seconda maniera, il tormento dell’uomo davanti ai cambiamento del mondo nel passaggio dalla decade dei settanta a quella degli ottanta, diventato negli anni il momento euforico di chiusura dei concerti, vede il nostro in difficoltà d’intonazione nei passaggi d’entrata, ma arrangiamento (stacchi che a tratti lambiscono l’hard rock), interpretazione e suoni sono come sempre spumeggianti e il tiro viene alzato dalla presenza dei coristi al completo capitanati dalla grande Antonella Pepe, con lui al tempo dei grandi tour dei primi ’90. VOTO 9

Le pagelle della terza serata del Festival di Sanremo 2018

A cura di Alessandro Berni per quanto riguarda la parte musicale, le pagelle delle esibizioni della terza serata del Festival di Sanremo per la direzione artistica di Claudio Baglioni. Durante la giornata il post sarà aggiornato con commenti e valutazione di aspetti legati all'evento, mentre in diretta saranno valutati tutti gli artisti in gara. I parametri sono legati alla canzone e alla performance. Siete d'accordo? Fatecelo sapere.

Fonte: ilsussidiario.net di Alessandro Berni

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