Rientreranno nelle prossime ore dall'Afghanistan i corpi dei due militari italiani rimasti uccisi mercoledì in Afghanistan dallo scoppio di un ordigno rudimentale. Le salme di Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis saranno trasferite direttamente in Italia da Herat. Spunta l'ipotesi che il secondo ordigno, quello che ha causato la morte dei due militari, sia stato fatto esplodere a distanza. La Russa: "I prossimi mesi saranno i più pericolosi".
A poche ore dall'ennesima tragedia che ha colpito il contingente italiano, gli uomini della Brigata alpina Taurinense sono ancora sotto shock, mentre il generale Claudio Berto e gli ufficiali a lui vicini studiano quanto è successo per capire se vi siano stati errori di procedura. ''Ma i codici applicati in queste circostanze - ha assicurato il maggiore Mario Renna - sono molto collaudati e non credo che vi saranno variazioni''. I due militari rimasti uccisi, Gigli ed il caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis, del 21/o Reggimento Genio di stanza a Caserta, avrebbero disinnescato un primo ordigno e, successivamente, mentre erano alla ri cerca di altri Ied, cioé di bombe improvvisate, c'è stata l'esplosione mortale, ma non è ancora chiaro se questa sia stata innescata da un congegno a distanza, rivelandosi così una trappola, oppure da altre cause. Sulla professionalità di Gigli nessuno dubbio. ''Era uno tra i più bravi artificieri che abbiamo a Torino. Forse il migliore'', ha detto il generale Francesco Figliuolo, che comanda la Taurinense.


