Manu Ginobili per me è molto più di un compagno di squadra: è un idolo, e confesso che ho sempre cercato di imitarlo. Ricordo il nervosismo nei miei occhi quando mi allenai per la prima volta con lui alla Virtus Bologna: io 15enne, lui già fenomeno. Ho capito subito che non metteva soggezione, ma era umile ed educato. Aveva voglia di migliorare sempre e di vincere.