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Cuore, più proteine vegetali per proteggerlo?

Le linee guida per una corretta alimentazione sottolineano sempre l’importanza dei prodotti vegetali. Il leitmotiv è “più frutta, verdura e cereali integrali”, con l’aggiunta di legumi e frutta secca. Un regime alimentare che veda protagonisti questi prodotti è certamente alleato del benessere generale e di quello cardiovascolare. Diversi studi hanno confermato i benefici dell’apporto di questi alimenti per la salute. Da ultimo uno studio pubblicato su Journal of the American Heart Association: sostituire una o due porzioni di proteine animali con quelle vegetali ogni giorno potrebbe portare a una riduzione di tre marcatori della presenza di grassi nel sangue di circa il 4%. Ne parliamo con la dottoressa Maddalena Lettino del Dipartimento cardiovascolare di Humanitas.

Meno colesterolo

Ciò su cui si sono concentrati i ricercatori è stato l’impatto sul profilo lipidico di diete nelle quali le proteine animali come carne, prodotti derivati dal latte, uova o altre alternative fossero sostituiti da proteine vegetali. Il team di ricerca del St. Michael’s Hospital di Toronto (Canada) ha revisionato 112 studi nei quali i partecipanti, per almento tre volte a settimana, avevano mangiato prodotti di origine vegetale, come soia, noci, fagioli, piselli, lenticchie al posto di quelli di origine animale.

È emerso che la sostituzione di una o due porzioni di alimenti proteici era associata a un miglioramento del profilo lipidico di circa il 4% negli adulti con e senza iperlipidemia. I tre marcatori considerati sono il colesterolo LDL o colesterolo “cattivo”, il colesterolo non-HDL, ovvero le lipoproteine non ad alta densità, e l’alipoproteina B.

Il colesterolo LDL è la sostanza che si accumula lungo le pareti dei vasi sanguigni e che contribuisce alla formazione di placche aterosclerotiche. Ricordiamo che l’aterosclerosi è la condizione che fa aumentare il rischio di eventi cardiovascolari avversi come l’infarto, ictus e arteriopatia periferica. L’alipoproteina B è invece la sostanza “complice” del colesterolo cattivo che contribuisce a ostruire le arterie.

Fonte: .humanitasalute.it  scritto dalla dottoressa Maddalena Lettino del Dipartimento cardiovascolare di Humanitas.

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