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La principessa Soraya: all’asta le scarpe di un impero mancato


di Monica Castagnotto


PARIGI -2 DIC - Una donna destisorayanata ad un impero ma con l'animo di tante donne comuni, illusa da una delle favole d'amore più illustri del novecento e poi umiliata. Costretta a raccattare i frammenti della propria dignità per guardare avanti superando le nuvole della solitudine che tuttavia non l'hanno mai completamente abbandonata.

 

La donna dagli occhi di giada, affascinante, indipendente, ambiziosa, onnipresente sotto i riflettori delle luci della mondanità, ma anche suscettibile, alla ricerca disperata di un affetto che non ha mai trovato o che il destino non le ha mai concesso.

 

Soraya, nata da madre tedesca di origine russe e padre ambasciatore d'Iran nonché capo della tribù Esfandiari Bakhtiari, sognava di diventare attrice. Invece, i primi riflettori si accenderanno su di lei nel 1951 quando sarà costretta a sposare a Teheran lo Scià Muhammad Reza Pahlavi. Il matrimonio aveva tutti gli ingredienti del sogno: il magnifico vestito di tulle tempestato da brillanti confezionato da Christian Dior e il sorgere di un amore inaspettato.

 

La coppia vive una forte passione bramando la nascita di un figlio che però non arriva. Lo scià a malincuore prospetta l'unione con un'altra donna ma che avrebbe subito ripudiato dopo la nascita dell'erede per poi tornare con la sua sposa adorata Soraya.

 

Fino a quel momento Soraya ha vissuto un sogno d'amore ma trascorrendo allo stesso tempo una vita diversa da quella Europea o comunque da quella attesa da una ragazza di 19 anni che desiderava fare l'attrice. Un'esistenza consumata non senza asperità ma con continue discriminazioni esercitate dalla corte imperiale che pian piano hanno diffuso in lei un gran sentimento di solitudine.

 

Ancora una volta regno e solitudine, un'accoppiata inscalfibile che ritroviamo in altre principesse che succedono a Soraya in paesi diversi ma sempre infelici come Margaret d'Inghilterra e Lady Diana.

 

Soraya, coraggiosa e determinata a non accettare l'umiliazione di essere additata per l'incapacità di dare un'erede all'impero, con estrema dignità si libera dai stemmi imperiali abbracciando il destino di principessa lasciando dietro di se un impero e uno Scià affranto.

 

Percorre il tappeto dei riflettori del Jet Set trasferendosi in Francia ed inseguendo la carriera d'attrice tanto agognata ma non togliendosi mai di dosso il soprannome di principessa dagli occhi tristi.

 

La principessa triste si assopisce il 25 ottobre del 2001 all'età di 69 anni lasciando al suo mondo dei riflettori e dei grandi sorrisi cinematografici i suoi beni venduti in varie aste, abiti per la vita privata e pubblica, tra tutti il vestito da sposa creato da Christian Dior e indossato durante il matrimonio con lo Scià nel sogno di una vita imperiale.

 

Lo scorso primo Dicembre sono state vendute all'asta da Aguttes a Neville a Parigi, per circa 19.750 euro, un paio di scarpe da sera ricamate con filo d'argento e topazi appartenenti a Soraya e create nel 1962 da Roger Vivier. L'ultimo pezzo di un impero mancato.

bedetta

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